Pociatek: forse dovremo indebitarci per aiutare la Grecia. Ma solo forse.

I circa 300 milioni di Euro con cui la Slovacchia aiuterà –tranne sensazionali cambi di rotta a livello UE dell’ultimo minuto- la sofferente Grecia verranno molto probabbailmente raccolti sui mercati finanziari internazionali o drenati con una sottoscrizione straordinaria di titoli rappresentativi del debito pubblico. La cifra, esattamente equivalente all‘ 1,02 percento del totale del pacchetto di competenza UE –distribuito tra i diversi Paesi componenti su di un criterio che identifica la popolazione residente nei singoli Stati- per dichiarazione di ieri del Ministro delle Finanze Jan Pociatek dovrebbe essere reperita attraverso il ricorso ad alcuni diversi capitoli di spesa; ma qualora ciò non fosse possibile verrebbe appunto finanziata. Pociatek ha inoltre espresso l’auspicio che si faccia immediata chiarezza sulle garanzie che la Grecia fornirà ai finanziatori; fatto che sino ad oggi presenta ancora molte più luci che ombre. Anche per evitare che in Slovacchia, come in Austria e Germania per fare altri due concreti esempi, prendano il sopravvento quei sostenitori del „non ci interessa“ che suona come una campana a morte sia sui principi stessi con cui è nata ed è sempre esistita l’idea di una casa comune Europea; sia nella convenienza stessa dell’Europa, e con una valuta che, immaginiamo bene, diventerebbe immediatamente il tiro al bersaglio della speculazione internazionale. D’altra parte, non si può non riconoscere la giustezza delle affermazioni che, ovunque in Europa segnalano il disagio di diversi trattamenti per i diversi Stati: con coloro che hanno saputo –correttamente e prontamente- fare sacrifici per adeguarsi ai parametri Comunitari e con le „cicale“ che invece –citiamo la Grecia ma potremmo anche parlare di Spagna, Portogallo, Irlanda- hanno male distribuito le loro risorse, insensibili ai richiami di Bruxelles. E che ora, o tra breve, rischiano seriamente di creare altri casi „Grecia“. Maggiore rigore nelle applicazioni delle norme quindi, unitamente a maggiori poteri delle autorità centrali nel coordinare interventi di carattere fiscale come già possibile nella concertazione degli interventi di politica monetaria.

(Fonte Tasr, commento Redazione)

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