Corte Costituzionale: il voto sul Procuratore generale va ripetuto (segreto)

Un po’ a sopresa, ieri la Corte Costituzionale slovacca ha accolto il ricorso dell’ex Procuratore generale della Repubblica Dobroslav Trnka ed ha stabilito che il voto per il Procuratore generale che si è tenuto in Parlamento a Dicembre (nel quale Trnka er candidato dell’opposizione) non è valido, e pertanto deve essere ripetuto. Secondo la Corte, il Parlamento in occasione del voto ha violato il principio costituzionale di segretezza dell’elezione dell’alto rappresentante. «La responsabilità costituzionale-giuridica del Parlamento slovacco sta nel non aver rispettato l’obbligo di fornire e garantire il processo di scrutinio segreto in un modo costituzionalmente accettabile», recita la sentenza. Il Presidente del Senato della Corte Costituzionale Peter Brnak ha sottolineato che il rispetto del principio del voto segreto, cioè che nessuno dovrebbe poter scoprire come i parlamentari hanno votato, è un obbligo e non un diritto.

La questione dirimente è stata il fatto che nel corso dell’ultima elezione i deputati della Coalizione non hanno rispettato la segretezza del voto, ritirando le schede per la votazione ma non inserendole poi nell’urna, consentendo in questo modo alla maggioranza di verificare che nessuno “tradisse”. Nella votazione precedente, infatti, sei deputati di Coalizione avevano votato il candidato dell’opposizione, rischiando di far cadere il Governo, mentre gran parte degli altri deputati di maggioranza mostravano le loro schede già votate – o loro fotografie – ai colleghi di partito per un autocontrollo interno.

Dato il problema della fiducia reciproca all’interno della stessa Coalizione, che aveva portato ad un nulla di fatto per il suo candidato in una serie di votazioni, i vari partiti al Governo hanno stabilito una road-map per arrivare a cambiare le regole della votazione. E poche settimane fa il Parlamento ha approvato il voto palese per il Procuratore e altre alte cariche dello Stato dopo una prassi consolidata, in essere dalla creazione della Slovacchia indipendente, che prevedeva invece per quelle cariche il voto segreto. L’emendamento per il voto palese, comunque, è ancora in attesa della firma del Presidente Gasparovic, che si è detto generalmente contrario. In ogni caso, il Parlamento ha facoltà di sorpassare il veto del Presidente con una nuova approvazione. Il voto sul Procuratore generale aveva portato la Coalizione a livelli di nervosismo allarmanti, con sospetti e accuse reciproche che avevano lasciato supporre una fine anticipata della legislatura.

Robert Fico di Smer-SD dice che la decisione della Corte è una cosa seria, ed è una conferma che la posizione di Smer nei confronti del caso era corretta. Si aspetta ora che il Presidente del Parlamento Richard Sulik (Libertà e Solidarietà / SaS) convochi al più presto la nuova votazione. Secondo Fico la sentenza della Corte ha dimostrato che il voto segreto è una conquista del sistema democratico, che non può essere manomessa nel modo in cui ha fatto la Coalizione.

Anche il leader del Partito Nazionale Slovacco (SNS) Jan Slota, all’opposizione, ha detto che si aspetta una nuova votazione per il Procuratore generale «a voto segreto non appena possibile. [Sulik] non ha altra scelta se vuole rispettare la Costituzione», ha detto Slota, che ha ricordato che il suo partito aveva sottolineato l’incostituzionalità del voto fin dall’inizio.

Richard Sulik ha detto che dovrà prima leggere la sentenza della Corte Costituzionale e consultarsi poi con gli avvocati prima di poter decidere cosa fare. «La Corte Costituzionale ha deciso, quindi la votazione sarà ripetuta», ha detto Sulik, rifiutandosi di commentare le speculazioni giornalistiche riguardo i possibili candidati e i possibili sviluppi.

Intanto, gli altri partiti di Coalizione hanno accolto la sentenza della Corte Costituzionale con rispetto. Most-Hid ha fatto sapere con le parole del suo capogruppo Laszlo Solymos che accetta l’idea di ripetere il voto per il Procuratore generale. Solymos non vede alcun problema nel ripetere il voto segreto. «Penso che la Coalizione saprà eleggere un nuovo Procuratore generale sia con voto segreto che palese», ha detto.

Il capogruppo di SDKU-DS Jozef Mikus ha commentato la sentenza dicendo che non vi è altro da fare che accettarla, e se deve essere ripetuto il voto segreto allora i parlamentari della Coalizione voteranno di nuovo. La votazione, ha detto Mikus, potrebbe avvenire nel corso della sessione parlamentare di Maggio.

La stessa posizione è stata presa dal Presidente della Commissione parlamentare costituzionale Radoslav Prochazka (Cristiano-Democratici / KDH). Secondo lui il voto non dovrebbe essere per un candidato dell’opposizione o della Coalizione, ma si dovrebbe far valere il diritto di ogni deputato a proporre un candidato.

Il maggior partito della Coalizione SDKU-DS ripeterà la votazione in modo tale che non ci possano essere dubbi circa la legittimità delle procedure parlamentari, ha detto ieri il Primo Ministro Iveta Radicova in conferenza stampa a seguito del verdetto della Corte Costituzionale, pur sottolineando che il verdetto non specifica se l’intera procedura deve essere ripetuta. Il Ministro degli Esteri Mikulas Dzurinda, presidente del partito, ha detto che farà il possibile per evitare il ripetersi del conflitto emerso lo scorso anno all’interno della maggioranza.

(Fonte TASR)

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