Europa in allarme per nuova Costituzione ungherese: poco trasparente e lontana dai principi comunitari

Il Premier ungherese Viktor Orban

A 24 ore dall’approvazione della nuova Costituzione ungherese, gli Stati membri dell’Unione Europea hanno già sollevato pesanti preoccupazioni. Tre i temi giudicati più controversi: la fede, l’aborto e la Nazione. Nel testo si rivendicano infatti le radici cristiane del Paese e il riconoscimento di un unico Dio, visione a senso unico che apre le porte a una visione culturale scarsamente pluralista e democratica. Non è un caso infatti che nel testo venga sottolineato che il matrimonio è solo quello tra persone di genere differente e che la vita del feto vada protetta sin dal concepimento (sollevando quindi anche il tema dell’aborto).

Ciò che poi ha destato reazioni negative è la ripartizione dei poteri, in quanto dal 1° Gennaio 2012 (data dell’entrata in vigore della nuova Costituzione) scatteranno limitazioni alla Corte Costituzionale, che non potrà più decidere su alcune leggi – in particolar modo su quelle in materia fiscale – a cui si somma l’obbligo di maggioranza qualificata su tasti caldi come l’introduzione di nuove tasse che praticamente blinda le riforme promosse dall’attuale Governo.

Le critiche a questa nuova ventata nazionalista e a questo sbilanciamento dei poteri, ormai spostato molto a vantaggio dell’Esecutivo, sono piovute da vari Paesi europei i quali hanno stigmatizzato anche la scarsa trasparenza nelle procedure. Intanto – fanno sapere dalla Venice Commission del Consiglio d’Europa – il nuovo testo ha goduto solo dell’approvazione di un gruppo politico, quello rappresentato dal Premier conservatore Viktor Orban, mentre gli altri partiti si sono apertamente dichiarati contro o si sono astenuti; poi, la prima bozza del testo è stata resa pubblica soltanto il 14 Marzo, rendendo di fatto impossibile un confronto con l’Europa, e infine si è arrivati al voto finale senza un reale dibattito parlamentare.

Orban, dal canto suo, difende la sua decisione sostenendo di avere l’appoggio del suo popolo, e l’unico leader europeo che finora è intervenuto personalmente nel caso risulta essere il Presidente della Commissione Europea Barroso, il quale ha detto che seguirà molto da vicino gli sviluppi della faccenda.  Ma dall’Europa arrivano soltanto persuasioni morali, e per ora nessun intervento concreto.

Diversa la percezione degli Stati confinanti con l’Ungheria, dato che il testo identifica la “nazione politica” con la “nazione etnica”, discriminando in questo modo le minoranze non magiare, e prevede il diritto di voto agli ungheresi che vivono nei Paesi vicini, aprendo di fatto un problema in particolare con Slovacchia e Romania, dove vive una forte minoranza etnica ungherese.

Erano 305 i parlamentari presenti nel Parlamento di Budapest su un totale di 386. La Costituzione ha ottenuto 262 voti a favore, 44 contro (il partito di estrema destra Jobbik, che dopo aver partecipato alla stesura del testo lo ha rinnegato) e un astenuto. I deputati socialisti e liberali non hanno invece preso parte al voto, dopo essersi rifiutati anche di dare un loro contributo alla stesura della legge costituzionale, sapendo per certo che non sarebbero stati ascoltati data la forte maggioranza di due terzi del partito del Premier Fidesz.

La vecchia Costituzione della Repubblica d’Ungheria risaliva al 1949, ma era stata largamente emendata alla caduta del muro nel 1989, con il crollo del Governo comunista. «Anche se nessuno la amava, era stata elaborata con la partecipazione di tutti gli attori pubblici. Ora ci sarà un solo partito», ha detto il politologo ungherese Gabor Torok.

(Katia Montresor)

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