Costituzione ungherese, Bugar: non reagiamo a caldo, Figel: Slovacchia sovrana

Dopo l’adozione della nuova Costituzione da parte dell’Ungheria, in vigore da ieri, la Slovacchia dovrebbe astenersi – almeno per il momento – dal reagire, ha detto il leader del partito etnico Most-Hid Bela Bugar. «Si tratta del la Costituzione ungherese, e non della nostra. Non credo che dovremmo reagire a questo», ha detto Bugar. Ha aggiunto, tuttavia, che è necessario tenere un occhio a come l’Ungheria affronterà la questione del diritto di voto alle persone di etnia ungherese che vivono all’estero, cosa che però, dice Bugar, sarà regolata da una normativa che è ancora in preparazione e lui non farà comunicazioni fino a che non sarà chiara. Molti sostengono, comunque, che la nuova Costituzione aprirà la strada per gli ungheresi che vivono all’estero di avere il diritto di voto in Ungheria.

Jan Figel, leader del Movimento Cristiano Democratico (KDH), ritiene un evidente problema la possibile concessione del diritto di voto a persone di cittadinanza ungherese che non hanno una residenza permanente in Ungheria. Figel ha ammonito del pericolo che «l’Ungheria si prenda a cuore le sorti degli ungheresi che vivono fuori del paese, con il sostegno delle amministrazioni locali» sul territorio slovacco. E mentre ha espresso il suo rammarico che il tema della tutela delle lingue minoritarie (inclusa naturalmente la slovacca) sia rimasta fuori dalla Costituanche a dispetto delle leggi internazionali, ha avvertito che «la sovranità della Slovacchia è inviolabile, quindi noi rifiutiamo la validità delle leggi di altre Nazioni sul nostro territorio», ha aggiunto. Ed ha sollecitato il Consiglio della Coalizione così come il Parlamento a discutere presto della nuova situazione creatasi.

Anche il maggior partito slovacco, oggi all’opposizione, Smer-SD fa sentire la sua voce. «Alcune disposizioni [della Costituzione] confermano le nostre preoccupazioni che l’Ungheria sta pensando ad un revisionismo territoriale», ha detto il vicepresidente di Smer Marek Madaric, che condanna quello che chiama “ozio” del Governo slovacco sulla questione. Madaric ha espresso rammarico per il fatto che non si è tenuta una sessione straordinaria del Parlamento slovacco sul tema, che avrebbe potuto portare ad una risposta unitaria dei partiti politici slovacchi verso la decisione ungherese.

Sullo stessa linea la reazione dell’altro partito di opposizione, l’ultra-conservatore SNS. Secondo loro, l’Ungheria intende chiaramente rivedere in questo modo il Trattato di Trianon [che ha tolto al Regno dì Ungheria dopo la Prima Guerra due terzi del suo territorio], cercando di fatto di ristabilire l’unità territoriale della Grande Ungheria. Il suo leader Slota avverte il rischio di un possibile conflitto armato, dato che i Paesi vicini non lasceranno che l’Ungheria minacci la loro sovranità.

Il Ministro degli Esteri slovacco Mikulas Dzurinda ha detto ieri che la Slovacchia è pronta a tenere colloqui bilaterali con l’Ungheria, nonché a impegnarsi in una discussione a livello internazionale sulla sua nuova Costituzione. «Non stiamo qui seduti a guardare, ma stiamo concentrandoci sulla questione con grande attenzione», ha detto Dzurinda, rispondendo alle accuse di lassismo espresse da Smer-SD. Ha aggiunto che sta lavorando per un incontro con il suo omologo ungherese Janos Martonyi.

Dzurinda ha anche detto che è prevista a breve in Ungheria una missione di monitoraggio del Consiglio d’Europa, e ha espresso l’impegno della Slovacchia di fornire disponibilità e informazioni agli organismi internazionali sul tema. Dzurinda ha affermato che aveva avvertito il collega Martonyi delle possibili conseguenze della Costituzione ancor prima che fosse approvata da parte del Parlamento ungherese.

(Fonte TASR)

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