La Slovacchia non è un obiettivo per il terrorismo internazionale

La sicurezza in Slovacchia è stabile e non presenta rischi imminenti, questo quanto si legge nel comunicato del „Programma nazionale di lotta al terrorismo 2011-2014“ pubblicato dal Ministero degli Interni ed ora in analisi governativa. In Slovacchia non è stata rilevata nessuna attività terroristica diretta, non sono state localizzate nè persone nè gruppi che si stiano preparando ad attacchi terroristici. La Polizia non è al corrente di attacchi imminenti in preparazione, ma permane una situazione di allerta per scongiurare l’eventuale utilizzo del Paese per l’organizzazione di attacchi, come il transito di armi, il supporto materiale o tecnico e l’eventuale asilo agli attentatori in fuga.

Nonostante la tranquillità della comunità islamica locale, la Polizia tiene costantemente sotto monitoraggio le persone con legami a gruppi terroristici internazionali come ad esempio l’organizzazione salafita algerina GSPC, nota attualmente come Al Kaida nei Paesi del Magreb islamico e l’organizzazione separatista kurda PKK/Contra-Gel. Sono sotto esame inoltre tutti gli stranieri a rischio che offrono supporto logistico agli ex appartenenti dell’Armata di liberazione del Kosovo e a persone legate ai separatisti ceceni. I leader delle associazioni musulmane slovacche da tempo non tengono manifestazioni radicali pubbliche e si astengono dal commentare gli accadimenti nelle aree di crisi connesse con le azioni di gruppi radicali, così come si astengono dal commentare le critiche internazionali della stampa mosse al mondo islamico. Esistono però segnali sull’azione indiretta delle aree più radicali e fondamentaliste, così come interpretazioni estremiste del Corano presso alcune piccole comunità islamiche viventi in Slovacchia. Si monitorano inoltre i matrimoni multipli contratti per favorire la cittadinanza a stranieri non comunitari e l’accesso libero all’Unione Europea, visto che in particolare ne abusano persone collegate a reti terroristiche, la ripetuta richiesta di asilo, la migrazione illegale dei clandestini che, non essendo controllabili, possono contenere anche membri o sostenitori dei suddetti gruppi.

Il nuovo piano d’azione si orienta a quei problemi che non erano contenuti o lo erano in maniera non adeguata nelle precedenti versioni. Entro la fine dell’anno, ad esempio, verrà stabilita la necessità e la possibilità di creare la posizione di Coordinatore nazionale per la lotta al terrorismo in Slovacchia. Uno dei compiti in programma è la creazione di un meccanismo per stabilire il grado di minaccia terroristica e la sua applicazione. L’utilizzo di una scala è comune in molti paesi EU, USA e Canada, oltre che presso la NATO. Il Ministero degli Interni valuterà anche la possibilità di monitorare le fonti di informazione libera, come ad esempio internet, in relazione con messaggi terroristici.

Di seguito gli altri punti chiave del Piano:
1.    Lotta al commercio illegale di armi
2.    Analisi della scena religiosa in Slovacchia
3.    Norme codificate per il congelamento di conti correnti ed altre fonti finanziarie di terroristi
4.    Applicazione effettiva della responsabilità penale per le società e persone giuridiche
5.    Garanzia d’intervento di almeno un pirotecnico anche durante le ore di chiusura dell’Istituto Criminalista specializzato

(Fonte Ministero degli Interni)

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