Il Torrone Camerinese – un’antica leccornia per il palato

Un ricordo indimenticabile sin da tempi remoti, mai completamente offuscato dal passare del tempo, fa rivivere nella mia immaginazione una sorta di torrone morbido e multicolore a forma di bastoncino. La sua bontà, impressa nell’archivio sensoriale della mia memoria, rimane indescrivibile. Nell’involucro semplicissimo traspariva questa delizia che dispensava momenti di vera gioia ai più golosi e ai bambini di ogni dove. Nella “vecchia” Cecoslovacchia, a Nove Zamky, in un piccolo bar del centro, era divenuto obbligatorio fare tappa prima o dopo gli orari di lezione a scuola per rifornirsi del dolcissimo “pasticcio”. Oggi, sia il bar che il dolce e colorato bastoncino non esistono più…

Non mancavano altri tipi di torrone oltre al mio preferito: più duri, di colore giallo intenso a forma di spugna marina – da sgretolare con i denti più affilati, ma anche più morbidi e gentili dalle sfumature tenui. Alcuni ridotti in creme da spalmare tra le ostie e ricoperte da gustoso cioccolato fondente simili a grandi napolitaner, altri utilizzati come farcia per croccanti coni di cialda cosparsi di mandorle ben tostate al forno e grossolanamente tritate.

Questi dolcissimi composti sono stati introdotti dai turchi durante le invasioni (tanto che il torrone viene chiamato turecky med – miele turco), similmente alla Sicilia dove gli arabi hanno introdotto mandorle, uvette, agrumi, l’utilizzo del marzapane e della ricotta nei dolci e tanto altro ancora, esattamente come nella zona carpatico-danubiana, salvo gli agrumi, ovviamente.

Un giorno nebbioso, neanche molto tempo fa, assaggiando a Camerino i famosi torroni del luogo sono comparsi prepotenti i lontani ricordi, regalandomi profumate emozioni e sapori da tempo sopiti nella memoria dei sensi. Il profumo inebriante del miele di acacia e la fragranza delle mandorle croccanti, tostate al punto giusto dal maestro pasticciere Attili, mi hanno immediatamente riportato indietro nel tempo fino agli anni della mia gioventù quando ero solita consumare il mio torrone prediletto.

Le vie del torrone che percorrono la vecchia Europa sono diverse, ma la strada maestra conduce proprio nella penisola italica. Fu con ogni probabilità Costanza da Varano a far conoscere alla corte di Camerino la primigenia ricetta, (che evocava l’antica cupedia fatta di sesamo e miele apprezzata sin dai tempi dell’antica Roma dagli irpino-sanniti e forse ancor prima dagli arabi con la cubbaita), dopo aver assaggiato il neonato dolce alle nozze di Francesco Sforza, celebre fratello del suo futuro marito Alessandro. Quando Francesco Sforza – Duca di Milano – nel 1441 prende in sposa Bianca Maria Visconti, i pasticcieri della corte di Cremona inventarono un dolce a base di miele, mandorle e albume riproducendo la forma della famosissima torre campanaria della cattedrale denominata popolarmente torrazzo; da qui deriverebbe il nome torrone secondo l’ipotesi privilegiata dai cremonesi.

Negli atelier artigianali di Camerino, gli aromi naturali degli agrumi carnosi e dei liquori balsamici, le spezie autentiche provenienti da luoghi esotici, il mix delle migliori miscele di caffè e di burro di cacao colate in glasse avvolgenti, ma anche i tempi e modi di cottura, si fondono in magnifiche opere d’arte superando nel gusto i più blasonati torroni del modo. Nell’ultima creazione dello chef pasticciere Paolo Attili trovano un posto privilegiato anche i fichi secchi amalgamati armoniosamente con un leggero tocco di rhum e altri “segreti”, stretti nell’abbraccio della cioccolata fondente creato per il brand “Torrone Camerinese Casa Francucci”, il cui fondatore Cav. Severino Francucci – per la bontà delle sue creazioni – fu autorizzato da Sua Altezza Reale il Principe di Piemonte a fregiarsi dello stemma reale e della leggenda “Brevetto della Real Casa”.

Inoltre, l’ambito riconoscimento per il torrone più lungo del mondo è stato certificato dai giudici internazionali del Guinness World Records nel 2007 a Camerino. La dolce opera da primato del mastro pasticciere Attili misurava 408,61 metri e nel 2009 il record è stato nuovamente da lui superato e portato alla stratosferica misura di 576,80 metri; da allora ogni 6 Gennaio la cittadina di Camerino celebra una festa dedicata esclusivamente al torrone, divenuto uno dei simboli di questo luogo ai piedi del massiccio dei Monti Sibillini. Nella piazza antistante l’enorme palazzo signorile, antica dimora dei Duchi da Varano, si danno appuntamento i golosi di mezza Italia per consumare una delle vere eccellenze di nicchia del Made in Italy.

Solo pochi mesi fa i pasticcieri di Agrigento sono riusciti a superare la misura record raggiunta dal magnifico Torrone Camerinese rilanciando la sfida al maestro Paolo Attili. Al prossimo appuntamento e… ai posteri, l’ardua sentenza!

(Eva Kottrova)

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google