Il Risorgimento Italiano: convegno a Bratislava sulla nascita dell’identità degli italiani


Il Risorgimento Italiano è stata la scusa per il convegno di Venerdì 1° Aprile che ha si è dedicato alla celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia attraverso una riflessione sull’importanza del Risorgimento per arrivare a quello che sono oggi gli italiani, ma anche per avvicinare questo grande evento agli slovacchi, soprattutto quelli che si dedicano allo studio della lingua e cultura italiana.

L’incontro si è svolto presso la sede del Ministero della Cultura della Repubblica Slovacca ed è stato organizzato dal CeFIS – Centro di Formazione Italo-Slovacca in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-Slovacca e il Liceo bilingue Gymnazium ul. Ladislava Saru, con la partecipazione di importanti ospiti.

Il convegno si è aperto con i saluti dell’Ambasciatore d’Italia presso la Repubblica Slovacca Brunella Borzi Cornacchia, seguita dal Segretario di Stato del Ministero della Cultura slovacco Natalia Cehlarikova, dal preside del Liceo Gymnazium ul. Ladislava Saru di Bratislava  Pavel Sadlon e da Giorgio Dovigi, segretario della Camera di Commercio Italo-Slovacca. Possiamo ricordare anche il professor Antonio Sorella, garante della lingua italiana presso la Facoltà di filosofia dell’Università Comenius e docente all’Università D’Annunzio di Pescara. Con i loro interventi introduttivi, tutti hanno espresso la loro gratitudine ed entusiasmo per l’organizzazione di questo appuntamento.

Convegno Risorgimento: Ambasciatore Borzi, G.Vitali, Sottosegretario Cehlarikova

Dopo i saluti si è aperta la discussione, presieduta da Gabrio Vitali, docente del Liceo Gymnazium ul. Ladislava Saru. Il programma è poi proseguito con gli interventi di alcuni esperti contemporanei nel campo della linguistica, storia, letteratura e musica.

Massimo Arcangeli, docente di linguistica italiana e preside della facoltà di lingue e letterature straniere presso l’Università di Cagliari, oltre che garante della lingua italiana presso l’Università di Banska Bystrica, ha parlato del suo ultimo libro Itabolario. L’Italia unita in 150 parole, che comprende centocinquanta brevi schede, una per ciascuno degli anni cominciando dal 1861. Ci sono «centocinquanta parole per centocinquant’anni di storia italiana», cioè parole-chiave che denotano i fenomeni più importanti che hanno caratterizzato l’Italia e gli italiani durante gli ultimi 150 anni. Non mancano parole che denotano tratti tipici degli italiani come sentimentali, familisti, allegri, mammoni; e la mamma, che è la figura dominante della società italiana.

Roberto Pertici, docente di storia contemporanea all’Università di Bergamo, ha sottolineato la dimensione europea del Risorgimento Italiano, il modo in cui si sono intrecciate le vicende del Risorgimento con altre vicende importanti della storia d’Europa. Ha enfatizzato il legame tra l’Italia e il resto dell’Europa parlando di fenomeni come quello del volontariato, quando giovani italiani andavano a combattere in altri Paesi per grandi cause, il più importante e conosciuto di questi essendo proprio l’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi.

Luigi Cepparrone, ricercatore e docente di lingua e letteratura italiana sempre all’Università di Bergamo, ha parlato del modo in cui si è riflesso il Risorgimento nell’opera degli scrittori italiani, dell’immagine della Nazione italiana nella letteratura prima e dopo l’Unità. Il docente ha sollevato l’importanza di figure della letteratura di questo periodo come Giacomo Leopardi, Ugo Foscolo, Alessandro Manzoni o Edmondo de Amicis.

Convegno Risorgimento: V.Bernardoni, G.Vitali, L.Cepparrone, R.Pertici

Sempre dall’Università di Bergamo, Virgilio Bernardoni, professore di Musicologia e storia della musica, ha fatto la presentazione della musica italiana dell’Ottocento, soffermandosi sugli inni più importanti nei quali si sono ritrovati gli italiani lungo il tempo, facendone poi ascoltare alcuni al pubblico presente. Il sentimento del patriottismo italiano è stato rappresentato in canzoni come Canto degli italiani, Inno del Piemonte, il coro verdiano Va, pensiero dell’opera Nabucco, Canzone sull’aria della Marsigliese e pure La bella Gigogin.

Il pubblico presente era composto di italiani che vivono a Bratislava, ma anche di tanti studenti, soprattutto del Liceo L.Saru, giovani che sicuramente hanno apprezzato questa opportunità di approfondire le loro conoscenze nella cultura italiana e di capire meglio questo importante evento che collega gli italiani in tutto il mondo.

La manifestazione è stata anche un’occasione per celebrare i 20 anni della fondazione della sezione bilingue del Liceo Saru.

(Ruzena Srnkova)

studentessa di Filosofia al quinto anno dell’Università Comenius

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