Riforma contributiva ancora in discussione nella Coalizione di Governo

I piccoli commercianti, che rappresentano in Slovacchia circa il 15% di tutti i lavoratori, sono stati messi in un limbo dal Ministero delle Finanze, scrive ieri il quotidiano economico Hospodarske Noviny, dato che il Ministro delle Finanze Ivan Miklos (SDKU-DS) e il leader Libertà e Solidarietà (SaS) Richard Sulik sono in disaccordo sulla parte della revisione del sistema fiscale dei prelievi da applicarsi al loro settore.

Secondo le più recenti idee del Presidente del Parlamento Sulik, i piccoli commercianti con un reddito mensile inferiore a 480 euro avrebbero dei vantaggi dalla riforma, risparmiando fino a 80 euro al mese, mentre il resto della categoria finirebbe per pagare più tasse e contributi. Per esempio, chi ha un reddito di 1.000 euro pagherebbe 115 euro in più. Il sistema proposto da Sulik dovrebbe sostituire l’abolizione del minimo del 40% in trattenute e indennità forfettarie, sostituendolo con un’indennità unica pari a un importo fisso che eguagli il livello minimo di sussistenza, ovvero circa 190 euro nel 2012.

Tuttavia, la proposta di Sulik, che sembra non dispiacere alla maggioranza della Coalizione, è stata esclusa da Miklos. «La proposta era ben strutturata, ma non affrontava il nocciolo della questione, che è una distorsione della molla che fa diventare commerciante», ha detto Martedì il portavoce del Ministero, Martin Jaros, dopo una riunione di esperti sul tema.

Il leader di SaS ha rifiutato di commentare la sua bocciatura. L’analista Jan Baranek dell’agenzia Polis ha detto che le idee di Sulik perseguivano un obiettivo chiaro. «La difficoltà di SaS nel portare avanti gli elementi del suo programma elettorale sono chiaramente un pedaggio pesante sul sostegno degli elettori al partito», ha detto. La versione finale della riforma dovrebbe essere concordata in una seduta del Consiglio della Coalizione di Lunedi prossimo.

In un altro articolo in prima pagina oggi, Hospodarske Noviny spiega che la riforma fiscale così com’è potrebbe avere un effetto negativo su quasi 470.000 persone che lavorano con accordi speciali (non da dipendenti), in quanto saranno gravati da nuove trattenute. Questo gruppo include coloro che hanno un secondo lavoro per guadagnare qualche soldo in più, che dovranno pagare il 9% per l’assicurazione malattia e un altro 13% per trattenute sociali. La maggior parte di loro non paga nulla al momento.

Gli esperti avvertono che, quando saranno introdotte le nuove trattenute, molti dipendenti e imprese cercheranno di evitare di pagarle. Per questo, gli Ispettorati del lavoro sono sul chi vive. Chi invece lavora in base ad accordi speciali ma non ha un altro lavoro, e guadagna meno del livello di sussistenza, non dovrà pagare nessuna trattenuta. Questo dovrebbe riguardare in particolare gli studenti.

(Fonte HN)

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