NBS: previsioni in aumento della crescita economica per il 2011, ora al 3,3%

La Banca Nazionale Slovacca (NBS) stima per l’economia slovacca risultati superiori a quanto previsto a fine 2010. Nelle sue previsioni a medio termine la NBS ha innalzato la stima del PIL per quest’anno dal 3% previsto nel Dicembre 2010 all’attuale 3,3%. «Rispetto alla nostra previsione a medio termine dello scorso Dicembre, abbiamo previsto un PIL lievemente più alto in seguito alla maggiore crescita degli ordinativi, sia domestici che internazionali», ha dichiarato il Governatore di NBS Jozef Makuch. L’anno prossimo, il tasso di crescita dell’economia Slovacca dovrebbe accelerare al 4,5%, rispetto al dato precedente, che lo dava al 4%. Nel 2013 si potrebbe arrivare anche al 5,2%.

Stando alle parole di Makuch, le stime attuali si basano su previsioni favorevoli dello sviluppo degli ordini esteri, ponderate con i maggiori prezzi dell’export in seguito all’aumento del prezzo del greggio. Inoltre, per quanto riguarda il commercio estero, la NBS ha rivalutato il lancio della produzione di nuove automobili (settore trainante dell’export) che è stato posticipato al quarto trimestre del 2011, che favorirà la maggiore crescita nel 2012. «Quest’anno ci aspettiamo una compensazione di questo effetto, grazie agli investimenti stranieri in altri settori», aggiunge Makuch. Stando alle previsioni della NBS, la crescita del consumo interno sarà sensibile e potrebbe diventare lo strumento di recupero più significativo per l’economia.

Nelle previsioni attuali, la banca non ha modificato la valutazione dell’impatto delle misure di consolidamento delle finanze pubbliche nel 2011, ma ha modificato lievemente la strutturazione del consolidamento, che si limita alla lieve diminuzione dell’impiego pubblico e che quindi garantisce un’esigua diminuzione dei costi a fronte di disagi contenuti. Un consolidamento più radicale potrebbe influire maggiormente sul risultato finale «se il Governo introducesse altre misure di risparmio, ciò potrebbe causare la decelerazione delle dinamiche di crescita del PIL», mette in guardia Makuch. Nell’analisi si legge che l’implementazione dei progetti di infrastrutture stoppati o rimandati potrebbero al contrario contribuire positivamente sull’andamento del PIL. I prezzi maggiori delle commodity e l’aumento dell’import sarebbero visti come fattori di debolezza.

L’inflazione, misurata con l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP), dovrebbe fermarsi al 3,8%, che è lo 0,1% in meno rispetto a quanto previsto alla fine dell’anno scorso. Nel 2012 invece si prevede un 2,9%, che al contrario è in aumento rispetto alla previsione precedente del 2,6%. Ciò in seguito alla previsione di una sostanziale crescita dei prezzi regolati da parte dei Ministeri. «Valutando i fattori di rischio, l’inflazione a medio termine ci pare lievemente sottovalutata nel suo intero. Questo in seguito allo sviluppo potenzialmente dinamico dei prezzi di petrolio, beni agricoli, inflazione estera ed occupazione», si legge nelle previsioni.

Gli analisti bancari invece sembrano più ottimisti e danno il PIL in crescita del 3,6%, con il Ministero delle Finanze che azzarda un 3,4%.

(Fonte webnoviny)

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