Mihal: centinaia le proposte del pubblico all’emendamento al Codice del Lavoro

Il Ministero del Lavoro, Affari sociali e Famiglia ha ricevuto centinaia di proposte e commenti del pubblico sul suo emendamento al Codice del Lavoro, ha dichiarato il Ministro Jozef Mihal (SaS) in seguito ad una riunione del Tripartito (Governo, imprese e sindacati) ieri. Il termine per la ricezione delle osservazioni dagli altri Ministri e da altre organizzazioni è scaduto ieri a mezzanotte. Mihal ha ammesso che il gran volume di proposte ora si traduce in un gran lavoro per i funzionari ministeriali, ma ha anche affermato che la sua proposta è stata passata dall’Organizzazione internazionale del lavoro di Ginevra.

L’Associazione dei datori di lavoro della Repubblica (RUZ) ritiene che la nuova versione del Codice non elimina gli ostacoli che impediscono la creazione di posti di lavoro, e il Ministero dovrebbe concentrare maggiormente i suoi sforzi in questa direzione, ha detto Lubos Sirota di RUZ in una conferenza stampa ieri.

«Non c’è solo la demagogia dei leader sindacali, ma anche un limitato atteggiamento pro-attivo da parte del Ministero del Lavoro, che ha elaborato la modifica della legge», ha detto Sirota. Il divieto di rimpiazzare un posto di lavoro per due o tre mesi dopo che tale posizione era stata cancellata per motivi organizzativi è un esempio, ha aggiunto. Sirota ha anche criticato la differenziazione dei periodi di preavviso, che dovrebbe dipendere dall’anzianità di un dipendente in azienda, ritenendola non accettabile.

RUZ ha anche criticato i sindacati, che «attaccano il Governo in ogni occasione, aumentando la tensione nella società», ha detto il suo vicepresidente Jozef Spirko, allargandosi a dire che «il partito di opposizione Smer-SD non si fa sentire sull’emendamento, ma non ce n’è bisogno perché i sindacati stanno facendo il suo lavoro».

Il diritto del lavoro e la disoccupazione dovrebbero essere affrontati al tavolo dei negoziati, piuttosto che con manifestazioni di protesta, ha detto Spirko, aggiungendo che il loro reale interesse è «mantenere i loro privilegi e il loro potere». Per questo, RUZ chiede che i sindacati debbano rendere pubblici per legge i loro finanziamenti, la loro provenienza, ammontare e utilizzo. Considerando che i contributi dei lavoratori raggiungono i 25 milioni di euro all’anno, ha detto Spirko, la gente ha diritto di sapere come vengono usati.

Ieri, oltre 200 membri del sindacato KOVO, provenienti dalla Slovacchia orientale, hanno protestato contro le modifiche al Codice del Lavoro marciando a Bratislava, dalla sede del Ministero del Lavoro verso il palazzo del Governo dove si teneva la riunione del Tripartito. Anche oggi, opoi, si è tenuta un’altra protesta sindacale di KOVO, con persone provenienti da Banska Bystrica e Zilina, sempre marcianti tra Ministero del Lavoro e Palazzo del Governo.

«L’essere donna le fa capire fin troppo bene quanto una donna protegga la sua famiglia per avere più tempo per i suoi figli, ed educarli, invece di dover spendere ore di lavoro solo per sbarcare il lunario», aveva detto ieri il capo di KOVO Emil Machyna incontrando il Primo Ministro Iveta Radicova. «I datori di lavoro spesso trattano le persone come fossero macchinari o prodotti», ha detto, sottolineando che ciò che i sindacati vogliono sono condizioni di lavoro dignitose.

Se la formulazione proposta all’emendamento del Codice del Lavoro dal Ministero dovesse arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri, i sindacati pensano di indire uno sciopero generale. Machyna ha detto che anche l’idea di un referendum è tra le opzioni possibili.

(Fonte TASR)

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