Le città slovacche chiedono almeno il 49% delle aziende di riscaldamento

I rappresentanti delle città slovacche vogliono acquisire quote di almeno il 49% nei sei impianti di riscaldamento di proprietà dello Stato quando verranno privatizzati, ha dichiarato oggi l’Unione delle città slovacche (UMS). «Grazie agli sforzi di UMS, cinque degli undici impianti di riscaldamento che erano stati dismessi sono stati trasferiti ai comuni di pertinenza. Il trasferimento dei restanti sei impianti di teleriscaldamento, che risiedono a Bratislava, Trnava, Kosice, Zilina, Martin (regione di Zilina) e Zvolen (regione di Banska Bystrica) avrebbe dovuto essere effettuata nel Luglio 2006. In seguito alle dimissioni del secondo Governo di Mikulas Dzurinda questo trasferimento non avvenne», ha detto il segretario generale di UMS Marian Minarovic.

Una delle ragioni espresse da Fondo di Proprietà Nazionale (FNM) e Ministero delle Finanze perché le città non dovrebbero assumere partecipazioni negli impianti di riscaldamento è che questo renderebbe il processo di privatizzazione più complicato e deformerebbe il mercato della concorrenza. «Inoltre, quando si vende meno del 100% di una società, la differenza di prezzo è molto più grande del valore della partecipazione non in vendita», ha detto il Ministro delle Finanze Ivan Miklos (SDKU-DS).

Secondo l’UMS, questa posizione ignora completamente il carattere locale delle aziende di riscaldamento e dei loro collegamenti con le reti di distribuzione, che sono di proprietà della città. FNM e il Ministero affermano inoltre che gli impianti di riscaldamento necessitano di investimenti per circa 760 milioni di euro e che le città non hanno le risorse finanziarie necessarie. UMS contesta questa interpretazione, e sostiene che se le città potessero ottenere almeno il 49% sarebbero in grado di utilizzare risorse finanziarie dell’Unione Europea.

(Fonte TASR)

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