Prochazka e Matovic sulla cittadinanza votano ancora con l’Opposizione. Bugar: è un problema

I cittadini slovacchi che volontariamente acquisiscono una straniera continueranno a perdere la loro nazionalità slovacca. Il Parlamento, nella sua seduta di ieri non ha passato un emendamento dell’opposizione – in particolare da Smer-SD – per modificare la normativa attuale che fu del resto approvata dal precedente Governo retto da Smer.

La Legge dulla Cittadinanza dello Stato è stata approvata l’anno scorso prima delle elezioni del 12 Giugno come contromisura per l’iniziativa legislativa di Budapest che offriva procedure semplificate a tutti gli ungheresi residenti in altri Paesi per ottenere la doppia cittadinanza. Smer-SD ora propone una versione più morbida della legge, sperando così di fermare il disegno di legge sostenuto dalla Coalizione che intende abolirne le prescrizioni più severe, trasformando la legge, secondo Smer, in qualcosa di completamente diverso. Il voto di ieri ha visto il sostegno di solo 68 deputati a favore su 146 deputati presenti.

Da notare che con l’opposizione hanno votato di nuovo anche due membri della Coalizione, i ribelli Igor Matovic (formalmente un deputato indipendente da quando Richard Sulik lo ha cacciato da SaS) e Radoslav Prochazka (Cristiano Democratici / KDH). Gli stessi avevano votato con Smer anche in un’occasione precedente, quella che aveva poi portato Matovic fuori da Libertà e Solidarietà (SaS), e aveva suscitato gran clamore in Coalizione con il partito junior della maggioranza, l’etnico-magiaro Most-Hid, che minacciava peste e corna.

Matovic, con la sua solita ironia, ha affermato dopo il voto che lui in realtà non voleva sostenere l’emendamento proposto dall’opposizione – è stata piuttosto la sua coscienza a volerlo fare. «La mia coscienza ha spostato il mio dito su un tasto diverso. Il mio cervello mi diceva di premere no, mentre la mia coscienza mi ha detto di premere sì. E la mia coscienza ha vinto sul mio cervello», ha detto Matovic ai giornalisti con un capolavoro del non-sense. Ritornando – parzialmente – serio, ha aggiunto di non pentirsi di come ha votato. Il mio voto «esprime l’integrità delle mie opinioni», ha spiegato, pur ammettendo di non desiderare che il disegno di legge venisse approvato.

Il presidente di Most-Hid, Bela Bugar, evitando di parlare di Matovic (forse perché oggi parla soltanto per sé stesso), ha detto invece che il vero problema della Coalizione è il deputato KDH Radoslav Prochazka. «Sarà un problema per KDH se alcuni dei nostri parlamentari votassero in futuro proposte dell’opposizione», ha velatamente minacciato uno stizzato Bugar. Mentre Matovic fu punito dal suo partito con l’espulsione, pur dichiarando anche da indipendente la sua appartenenza morale alla Coalizione, il deputato Prochazka non è stato sottoposto a nessun provvedimento dal suo partito, il Movimento Cristiano Democratico (KDH), i cui leader dicevano che non c’era ragione di punirlo.

Prochazka, dopo il voto, ha detto che la politica non dovrebbe essere una lotta astratta per il potere, ma deve invece soddisfare le esigenze della gente. «Ci sono decine di persone che hanno bisogno di essere aiutate a cambiare leggi assurde che sono attualmente in vigore, e questa proposta ha fatto proprio questo. Ecco perché ho votato a favore», ha detto Prochazka. «Tutti i miei colleghi di Coalizione sanno quello che penso su questo problema, e che continuerò a sostenerlo in ogni occasione», ha aggiunto.

Il capogruppo parlamentare di Most-Hid, Laszlo Solymos, ha confermato quanto affermato da Bugar, dicendo che ora potrebbe essere più difficile convincere i propri deputati a votare per le iniziative di KDH.

Il vero nodo della questione della discussione che riguarda la legge sulla cittadinanza è se le persone possano scegliere liberamente una seconda cittadinanza o, come la proposta di Smer votata ieri, ci debba piuttosto essere un legame naturale con l’altro Paese, come il lavoro o la famiglia.

(Fonte TASR, La Redazione)

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