Censimento: qualcuno paga i rom per dichiarare la nazionalità ungherese

In seguito alle notizie uscite in questi giorni sui media circa un’opera di “reclutamento” dei rom per convincerli a dichiararsi di etnia ungherese nel prossimo Censimento generale che si terrà nel mese di Maggio, arrivano nuovi dettagli e accuse. Il presidente del Partito Unionista Rom (SRU), Frantisek Tanko, ha detto ieri in una conferenza stama a Bratislava che due partiti politici hanno offerto denaro ai cittadini rom che vivono a Rimavska Sobota (regione di Banska Bystrica) e a Kralovsky Chlmec (regione di Kosice), se dichiarano la nazionalità ungherese nel Censimento. Non ha detto i nomi dei partiti, ma ha citato il prezzo dell’accodo, 7 euro a testa, e ha annunciato che intende denunciare la questione, mentre nel frattempo il suo partito sta raccogliendo le prove. Il premio per la dichiarazione di nazionalità prevede anche “sconti famiglia”, con «5 euro a testa per famiglie intere, e una commissione, di 2 euro, per gli intermediari», ha detto Tanko, aggiungendo che «il principio è lo stesso applicato prima delle elezioni», quando è stato praticata la compra dei voti nelle comunità rom, a volte anche in grande scala. Tanko ha annunciato che SRU farà una campagna in Aprile per sollecitare i rom a dichiarare la loro nazionalità rom.

Sulla scena politica slovacca ci sono due partiti etnico-ungheresi – Most-Hid e SMK, che alle ultime elezioni è rimasto fuori dal Parlamento. Dunque non sembra così difficile immaginare chi possano essere i colpevoli della compravendita. Il partito etnico ungherese Most-Hid, il più piccolo della Coalizione di Governo, ha escluso di essere in alcun modo coinvolto nel pagare i rom per dichiarare la nazionalità ungherese. «Al contrario – Most-Hid esorta i cittadini a reclamare la loro vera nazionalità, e con questo spirito abbiamo iniziato una campagna che, tra l’altro, dispone di cartelloni multilingue, tra cui quelli in lingua rom», ha detto il portavoce di Most-HID Nora Czuczorova. D’altro canto, anche SMK ha preso le distanze dalle accuse. «SMK condanna tali attività ora, così come le ha sempre condannate in passato», ha sottolineato il portavoce del partito, Eva Dunajska.

Il Partito Nazionale Slovacco, che con le parole del suo leader Jan Slota aveva dato il via alle inchieste dei media,  chiede ora una «indagine approfondita su questo grave problema», come ha annunciato ieri il vicepresidente di SNS Rafael Rafaj, che invita a fare «un monitoraggio del processo di conteggio, in particolare nella zona delicata della Slovacchia meridionale e orientale con osservatori indipendenti, con una maggiore vigilanza della Polizia e un’accurata preparazione dei Commissari coinvolti nel conteggio».

Rafaj ha ricordato che SNS ha fortemente criticato le autorità dello Stato per la mancanza di una campagna di informazione oggettiva per il Censimento di maggio, fatto che «consente ai partiti politici ungheresi attivi in Slovacchia di abusare della questione etnica per i propri obiettivi politici, creando in Slovacchia un’artificiosa minoranza di ungheresi quanto maggiore possibile».

(Fonte TASR)

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