Miklos: trasferire quote delle società di riscaldamento ai Comuni non funzionerebbe

Il Governo non pensa che trasferire la proprietà delle sei società di riscaldamento alle municipalità nelle quali hanno see non sarebbe una buona mossa. «È un mercato concorrenziale. Non vediamo alcuna ragione per cui le città con aziende di riscaldamento dovrebbero godere di vantaggi rispetto a quelle senza tali impianti», ha spiegato il Ministro delle Finanze Ivan Miklos (SDKU-DS) ieri, al termine del Consiglio dei Ministri. Inoltre, se anche le Regioni fossero coinvolte, il tutto complicherebbe l’intero processo di privatizzazione.

Del resto, il Governo non vede nemmeno alcun motivo legati ai prezzi per trasferire parte delle azioni degli impianti dallo Stato ai Comuni. «Non c’è alcun nesso tra i prezzi del calore e gli assetti proprietari. Inoltre, le società di riscaldamento hanno bisogno di investimenti per circa 760 milioni di euro, e dobbiamo rispettare gli impegni verso l’UE di utilizzare nuove tecnologie e innovazioni. I Comuni avrebbero dovuto fare miracoli per trovare nuove risorse finanziarie», ha detto il Primo Ministro Iveta Radicova (SDKU-DS).

Secondo Miklos, non aiuta l’esperienza negativa fatta nel passato con trasferimenti di quote alle autorità locali. «Quando abbiamo trasferito alle Regioni quote di minoranza, loro le comunque hanno vendute agli azionisti di maggioranza alla fine della giornata. E, di solito, a prezzi inferiori rispetto a quelli della transazione con lo Stato», ha sottolineato.

Del resto, la posizione del Fondo di Proprietà Nazionale (FNM), detentore delle quote per conto dello Stato, aveva da un po’ preso il sopravvento nello spingere una vendita integrale delle società. Il prezzo di vendita degli impianti dovrà risultare da una gara internazionale, ha detto Anna Bubenikova del Comitato esecutivo di FNM, rifiutandosi di commentare le stime che circolano da settimane sul possibile ricavo dell’operazione. Le azioni saranno vendute nel prossimo futuro, e abbiamo «il compito di iniziare il più presto possibile» la procedura, ha detto la Bubenikova.

Le società di proprietà statale che forniscono il riscaldamento a cittadini e imprese sono situate a Bratislava, Trnava, Martin (regione di Zilina), Zvolen (regione di Banska Bystrica), Zilina e Kosice. Secondo un’analisi approvata dal governo il mese scorso, la vendita delle aziende sarebbe più vantaggiosa per lo Stato rispetto ai dividendi provenienti dai loro utili di gestione.

Nell’analisi, il Fondo di Proprietà Nazionale aveva valutato il valore di mercato complessivo dei sei impianti a circa 160-200 milioni di euro, mentre gli utili medi che lo Stato ha incassato negli ultimi esercizi ammontavano a 4,2 milioni annui.

Forti le parole di commento dell’opposizione, con Smer-SD che ha affermato l’operazione essere la più grande frode elettorale dopo la caduta del comunismo nel 1989. Così si è espresso il presidente del partito ed ex Premier Robert Fico. Fico si riferiva alla dichiarazione fatta prima delle elezioni generali del 2010 dall’attuale Primo Ministro Iveta Radicova (SDKU-DS), che prometteva che non si sarebbe fatta nessuna privatizzazione se sarebbe stata lei a guidare un Governo. Secondo Fico, la Radicova avrebbe detto allora: «Noi non privatizzeremo niente. Lo dichiaro e lo giuro». «Nessun partito ha osato promettere così apertamente prima delle elezioni di non fare qualcosa che, appena dieci mesi dopo, in realtà viene fatto», ha detto Fico, aggiungendo che la Radicova è una bugiarda. Secondo Fico, il Governo ha diviso le sei società di riscaldamento tra i partiti della Coalizione, e ognino di loro SDKU-DS, Most-Hid, KDH, SaS, OKS e Gente Ordinaria (le ultime due sono fazioni interne ad altri partiti, elette in Parlamento in seno a Most-Hid e Sas) se ne prenderà uno.

(Fonte TASR)

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