Risorgimento digitale: progetto del Ministro Meloni non riesce a catturare i giovani nella rete

Sono forti le critiche al videogioco Gioventù Ribelle, concepito per celebrare l’eroismo e l’amor di Patria di giovani coraggiosi, il cui sangue è stato versato per unificare il nostro Paese, e di parlare ai giovani d’oggi con il loro linguaggio, che in parte è anche quello dei videogiochi. Questo il testo che si legge nel sito ufficiale del progetto.

Gioventù Ribelle è un progetto non commerciale, realizzato a fini culturali, senza alcun finanziamento o investimento economico, dagli studenti del Corso Triennale di Virtual Design dell’Istituto Europeo di Design seguiti e aiutati dal loro coordinatore Raoul Carbone, oresidente del gruppo dei Produttori Italiani di Videogiochi. In seguito alle polemiche scaturite dopo la pubblicazione della versione non definitiva del gioco, questa è stata rimossa dal sito ufficiale con la seguente dicitura: «A causa delle strumentalizzazioni subite, ritiriamo la demo alfa e pubblicheremo il prodotto solo una volta ultimato». Al seguente indirizzo sono rimaste soltanto immagini ed un video del gioco in versione di prova http://www.gioventuribelle.it/index-3.html.

Il prodotto multimediale narra la storia di come un gruppo di giovani contribuì a realizzare l’Unità d’Italia durante il Risorgimento in un prodotto che vorrebbe essere culturalmente valido e storicamente accurato, in grado di competere con le altre grandi opere realizzate nel mondo. Il gioco era stato presentato durante una cerimonia al Museo MAXXI di Roma dove erano intervenuti anche Giuliano Amato e il Ministro della Salute Ferruccio Fazio. In seguito il gioco è finito su YouTube con videorecensioni e numerose parodie, che, leggiamo in un articolo di Repubblica.it, ne fanno «oggetto di scherno più che di indignazione, a ridicolizzare l’inglese dei sardo-piemontesi, a recensirlo nella forma e nel contenuto, a svelare che le sue parti migliori sono copiate, e a mostrare con quella competenza che io non ho il pessimo livello della tecnologia utilizzata». «È il peggiore videogame sinora prodotto nella storia dei videogame», dichiara un sito internazionale specializzato: «brutto, che supera ogni limite dei precedenti giochi più brutti, e sicuramente uno dei giochi che appartiene alla categoria dei giochi più atroci mai pubblicati», con forum come NeoGAF e Destructoid che lo considerano peggiore anche del famoso Big Rigs (Grandi Camion) che deteneva il titolo negativo assegnato da Thunderbolt Games e Game Spot, uno dei siti di maggiore influenza nel settore.

Il Ministero è corso ai ripari dichiarando che l’Italia del videogioco ha tanti talenti operanti all’interno del Paese e all’estero, ma ha bisogno di fiducia e investimenti seri. L’industria dei videogiochi è oggi la più ricca e importante dell’intrattenimento mondiale, avendo superato il cinema, la musica e l’home video, pertanto le opportunità sono grandi e concrete. Ma stando al feedback della rete sono opportunità non sfruttate…

(L.R, Fonti repubblica.it e gioventuribelle.it)

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