Miklos: parteciperemo al Meccanismo di stabilità europeo con 659 milioni dal 2013

La Slovacchia dovrebbe contribuire con 659 milioni di euro al Meccanismo di Stabilità Europeo (ESM), che sostituirà l’European Financial Stability Facility (EFSF). Lo ha annunciato in conferenza stampa ieri il Ministro delle Finanze Ivan Miklos (SDKU-DS), spiegando che la somma sarà pagata “cash” in rate spalmate su tre anni: la metà nel primo anno, e il resto in modo uniforme nel corso di successivi due anni. «Dovremo prendere in prestito questi fondi. Il che aumenterà il nostro deficit, ma è ancora gestibile», ha dichiarato Miklos.

La partecipazione della Slovacchia all’ESM è ancora soggetta a un processo di ratifica in Parlamento. Il Governo e la Commissione parlamentare competente sono già stati aggiornati sulla situazione, ha detto Miklos. «Per il momento, ho assunto io la responsabilità di questa faccenda, e il Premier (Iveta) Radicova andrà a Bruxelles Giovedi e Venerdì» per discuterne, ha dichiarato Miklos. Le condizioni fondamentali per il meccanismo di sicurezza sono state concordate dai Ministri delle Finanze dell’Eurozona a Bruxelles Lunedi e Martedì, e Miklos si attribuisce il merito di aver negoziato condizioni migliori per il Paese di quanto non avesse fatto, pur potendolo, il Governo di Robert Fico. Grazie ad un cambiamento nelle regole che si stanno applicando al Meccanismo precedente (l’EFSF, al quale questo Governo era fortemente contrario), la Slovacchia, secondo Miklos, dovrebbe risparmiare circa 1,17 miliardi di euro. Secondo il nuovo metodo di calcolo, la Slovacchia contribuirà con 5,83 miliardi di euro all’ESM, mentre con le norme vigenti avrebbe pagato 7 miliardi, ha ricordato Miklos.

Il nuovo ESM dovrebbe diventare operativo dal Luglio 2013, istituto finanziario permanente che andrà a sostituire in via definitiva il temporaneo Meccanismo EFSF. Cambierà il nome, ma le finalità del fondo rimangono le stesse, l’ESM dovrebbe servire come ultima risorsa per gli Stati europei che si trovano in gravi difficoltà finanziarie. La capacità di credito complessiva del’ESM sarà di 500 miliardi, ma sarà necessario accumulare in totale 700 miliardi per ragioni di rating. Di questa somma, 80 miliardi saranno denaro erogato direttamente dagli Stati membri, mentre l’ESM potrà esigere i restanti 620 miliardi quando sarà ritenuto necessario. Gli 80 miliardi devono essere raccolti in tre anni, e la quota della Slovacchia è appunto rappresentata dai 659 milioni di cui dicevamo all’inizio. Dal 2013 il Meccanismo potrà disporre di 40 miliardi fin dall’inizio, e il resto arriverà entro il 2016.

I correttivi al Meccanismo europeo di stabilità finanziaria (EFSF), in vigore dall’estate scorsa, comprendono un calcolo dei contributi di ogni singolo membro di Eurolandia basato anche sul numero di abitanti del Paese e la sua quota di PIL sul totale della zona Euro. L’EFSF, che non teneva conto del fattore popolazione, era contestato da piccoli Paesi come Slovacchia, Slovenia e l’ultimo entrato Estonia. Il compromesso per l’instaurazione del nuovo Meccanismo dei 17 membri dell’Eurozona è la soluzione proposta dall’Estonia – il 75% è calcolato sul contributo dl singolo Paese al Reddito nazionale lordo (RNL) complessivo dell’Area Euro e il 25% secondo la quota del Paese nel capitale della Banca Centrale Europea (BCE). Quest’ultimo fattore è diviso equamente tra la popolazione e il contributo al PIL totale della zona Euro.

Dal maggior partito di opposizione – Smer-SD – arrivano le critiche sul fatto che «la cosa più importante [e negativa – NdT] è che la Slovacchia ha accettato di pagare in contanti», come ha detto l’ex Ministro delle Finanze Jan Pociatek, membro del Governo precedente che dette l’ok al fondo di emergenza EFSF poche settimane prima delle elezioni parlamentari dell’anno scorso. Sebbene Miklos sostenga che l’importo di 659 milioni sia “gestibile” per il bilancio dello Stato, Pociatek lamenta che la somma rappresenta quasi un quinto del debito pubblico slovacco.

(Fonte TASR)

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