Belousovova: costruire case per i rom non è segregazione

Riguardo alle informazioni divulgate ieri ai media dall’organizzazione non governativa European Network Against Racism (ENAR) sulla tendenza in crescita del razzismo in Europa, con riferimento particolare alla Slovacchia, la deputata e capo della Commissione parlamentare per i Diritti umani Anna Belousovova (indipendente ma ex del partito di destra estrema SNS) ha detto che i dati mostrati non sono affidabili e non si basano sulla realtà. «Gli autori di questo rapporto hanno costruito un buon business sulla lotta contro il razzismo e l’intolleranza. Stanno creando l’immagine di un nemico per non perdere risorse per la loro ONG», ha detto la Belousovova.

L’ex vicepresidente del Partito Nazionale Slovacco ha espresso sorpresa per la dichiarazione del direttore dell’ENAR in Slovacchia, Miroslav Lacko, sul fatto che il Governo slovacco sta finanziando progetti per costruire insediamenti che segregano i rom, in netto contrasto con gli impegni della Slovacchia nei confronti delle leggi anti-discriminazione. «È un non-senso dire che gli appartamenti di nuova costruzione per i rom sono una dimostrazione di segregazione. Quanti giovani hanno bisogno di nuove abitazioni in Slovacchia? E nessuno li sta costruendo per loro gratis …», ha sottolineato.

Anche le statistiche sui crimini a sfondo razziale sono discutibili, ha detto. «Se un non-rom attacca un rom, questo è subito valutato come un attacco a sfondo razziale. Se invece un rom attacca un non-rom, le statistiche della Polizia non possono nemmeno affermare che l’aggressore era una persona rom», ha detto, aggiungendo che in alcune città e villaggi dove gran parte degli abitanti sono di nazionalità rom, le persone non-rom sono discriminati ma nessuno protesta. In tali situazioni, ricorda la Belousovova, i crimini commessi da rom contro i non-rom non sono solo reati minori, ma vi è anche un crescente numero di attacchi brutali contro anziani che vivono soli. «Vorrei raccomandare agli autori di questi rapporti non governativi di passare anche da tali insediamenti rom», ha aggiunto.

Nel presentare il rapporto ieri in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale  – lo European Shadow Report 2009/2010 – Lacko aveva detto che «i dati raccolti dalle organizzazioni non governative di tutta Europa confermano che si sono verificate manifestazioni di razzismo in vari campi, tra i quali l’occupazione, l’alloggio, la salute, la politica, l’accesso a beni e servizi e i media. Mostrano anche che l’estremismo e la violenza razziale è in aumento». I gruppi più colpiti dalla discriminazione, ha detto Lacko, sono i rom, i migranti, i richiedenti asilo, i musulmani, gli ebrei e le persone di origine africana. «Nell’istruzione, questo porta ad un’educazione di bassa qualità, a segregazione, bullismo razziale, scarsa frequentazione scolastica… e a barriere linguistiche».

(Fonte TASR)

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