Novità IAEA da Fukushima e una lezione divulgativa a Bratislava sul disastro giapponese

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) con sede a Vienna comunica nuove informazioni sull’incidente nucleare alla centrale Fukushima I. Sarebbero le fratture provocate alla sede contenitiva del reattore del secondo blocco, esploso il 15 marzo, ad aver probabilmente causato la distruzione del serbatoio toroidale contenente le acque di raffreddamento (suppress chamber), anche se l’ipotesi non è stata confermata. Nonostante la forte esplosione si ritiene però che le strutture contenitive non siano del tutto compromesse perché i valori di radioattività residua starebbero scendendo, le ultime informazioni disponibili la danno a 30 mSv/ora tra il blocco 2 e 3. Inoltre c’è preoccupazione anche dal blocco 3 perché la radioattività residua è passata repentinamente da 0,6 mSv/ora a 10 mSv/ora con gli ultimi valori disponibili attestatisi a 6,3 mSv/ora. Il quarto blocco invece è stato investito da un altro incendio, il primo causato dal malfunzionamento della pompa idraulica e l’altro causato dall’accumulo di ossigeno a causa della rimozione di combustibile fissile parzialmente consumato. La radiazione residua misurata dopo il primo incendio tra il blocco 3 e 4 è passata in circa 4-5 ore da 400 mSv/ora a 0.5 mSv/ora. Attualmente si stanno raffreddando le piscine con combustibile consumato con una miscela di acqua ed acido borico da elicotteri visto che il soffitto del blocco numero 4 è parzialmente aperto.

A causa dei valori elevati di radioattività in prossimità del nocciolo, i lavori di bonifica dei tecnici nelle vicinanze della sala di reazione sono molto limitati. Contemporaneamente si stanno monitorando anche i blocchi 5 e 6 in cui si registrano temperature sempre crescenti, in particolare la piscina contenente materiale fissile esaurito del blocco numero 5 si sta avvicinando alla situazione critica. In cinque ore sono evaporati 40cm di acqua ed il livello del liquido refrigerante è di soli 201cm, poco al di sopra del livello delle barrette, si sta pertanto cercando di alimentare i sistemi di raffreddamento di emergenza con un gruppo elettrogeno diesel in funzione nel blocco numero 6. Gli esperti giapponesi non escludono il raggiungimento di livelli controllati per poter riavviare la fissione controllata. Nelle ultime ore però stanno trapelando informazioni secondo le quali sarebbe necessaria una colata di cemento, in gergo “sarcofago”, per limitare i danni, similmente a quanto fatto a Cernobyl nel 1986. Il livello di allarme nucleare sarebbe stato infatti elevato da 4 a 5 in seguito all’incontro del Premier Naoto Kan con il rappresentate dell’AIEA Yukiya Amano, che ha definito «molto grave» la crisi in corso alla centrale. La scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici (Ines) ha sette livelli e il quinto corrisponde a quello dell’incidente alla centrale americana di Three Miles Island (1979), Cernobyl era stato classificato al livello sette. Intanto il gestore della centrale di Fukushima I (Tepco) e l’Autorità giapponese per la sicurezza nucleare e industriale, avrebbero divulgato la notizia che nei reattori 1, 2 e 3 della centrale giapponese il nocciolo sia parzialmente scoperto, mentre i contenitori che racchiudono le barre di combustibile sarebbero invece integri. «Non è impossibile racchiudere i reattori sotto il cemento. Ma la nostra priorità adesso è quella di raffreddarli prima», ha detto un funzionario della Tepco, la Tokyo Electric Power, nel corso di una conferenza stampa.

Per saperne di più segnaliamo la lezione divulgativa aperta al pubblico che si terrà il 21 Marzo prossimo alle ore 16.00 nella sala BC 300, presso la Facoltà di Elettrotecnica ed Informatica FEI STU Bratislava, Ilkovičova 3, 812 19 Bratislava a cura di Vladimir Slugen, professore nel campo dell’energia nucleare. Lavora alla Cattedra di Fisica Nucleare e tecnica presso la FEI STU. È inoltre membro di numerose organizzazioni nazionali ed internazionali ed è uno degli esperti nella Commissione Europea per l’utilizzo pacifico di reazioni di fissione e fusione nucleare.

(Michaela Hornackova)

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