150, e non li dimostra… Auguri Italia!

Oltre centomila persone ieri sera hanno partecipato a diversi eventi programmati a Roma nell’ambito della “Notte tricolore” per celebrare l’unità d’Italia, un’affluenza non male considerando la pioggia. A Torino, invece, prima Capitale d’Italia, dove il Sindaco Chiamparino ha invitato ad «aiutare l’Italia di oggi a trovare l’orgoglio per essere l’Italia del futuro», pare che abbiano partecipato alla Notte tricolore forse oltre 150 mila persone, anche qui in parte sotto il maltempo.

Il Presidente Napolitano e le alte cariche percorreranno i gradini del monumento al Milite Ignoto e la tomba di Vittorio Emanuele II in un itinerario simbolico nella nostra storia comune, c’è chi fa di tutto per dividere, anziché unire. Un peccato, una grande occasione persa, come purtroppo spesso succede negli ultimi decenni.

Nelle celebrazioni di oggi pomeriggio in Parlamento, infatti, i leghisti non sono attesi. A parte forse i Ministri, gli altri forse faranno finta che non sia successo niente, che sia un giorno come un altro. Non è ancora troppo tardi, comunque, speriamo che i padani ci ripensino, e ci facciano – a tutti noi, noi italiani – una bella sorpresa.

«È molto semplice», ha detto ieri sera il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dando il via alle celebrazioni in una festa di piazza davanti al Quirinale, «è come per ogni persona che festeggia un anniversario, che gli sia andata meglio o peggio: festeggia il meglio, e così noi festeggiamo il meglio della nostra storia». Parole sagge. «Ne abbiamo passate tante, passeremo anche quelle che abbiamo di fronte in un mondo forse più difficile», ha ricordato Napolitano, «ma ciascuno deve sempre ricordare che è parte di qualcosa di più grande che è appunto la nostra Nazione, la nostra Patria, la nostra Italia. E uniti sapremo superare le difficoltà».

Italia da amare

Anche Papa Benedetto XVI fa gli auguri all’Italia, convinto che sia passato il tempo dei risentimenti, che Porta Pia sia parte del passato. Nel messaggio a Napolitano, il Papa spiega che «per ragioni storiche, culturali e politiche complesse, il Risorgimento è passato come un moto contrario alla Chiesa, al Cattolicesimo, talora anche alla religione in generale. Senza negare il ruolo di tradizioni di pensiero diverse, non si può sottacere l’apporto di pensiero – e talora di azione – dei cattolici alla formazione dello Stato unitario». Mettendo da parte quelli che furono gli effetti laceranti per la coscienza cattolica della fine della sovranità temporale dei Papi, sottolinea con passione Benedetto XVI nel messaggio, i cristiani hanno «contribuito in maniera fondamentale alla costruzione dell’identità italiana».

Purtroppo, c’è da dire che le divisioni dell’Italia moderna non passano inosservate nemmeno all’estero. E per noi che viviamo in Slovacchia, un’articolo odierno del quotidiano Sme lo ricorda già nel titolo eloquente: “Taliani sú rozdelení aj po 150 rokoch”, gli italiani sono divisi anche dopo 150 anni… che fa ampio uso di fonti di stampa britanniche. Sme spiega i malumori del secondo partito di Governo, la Lega Nord, che ritiene che il Nord stia pagando anche il Sud, e il suo Ministro Calderoli è riportato avere affermato «l’unità d’Italia non esiste». Sme, anche ricorda che l’Alto Adige non intende celebrare, non avendo nulla da festeggiare perché «nel 1919 nessuno ci ha chiesto se volevamo essere parte dell’Italia», secondo il presidente della provincia autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder. Sme fa anche notare che numerosi sono i processi pendenti sul capo del Premier italiano, e cita Metternich che già nel 1814 affermava  che l’Italia è solamente «un’espressione geografica» (frase poi corretta da recenti studi dove Metternich si sarebbe riferito al Belpaese dicendo che è «nome geografico, come quello di Germania»).

Italia: stiamo lavorando per ..noi

Nonostante tutto: 150, e non li dimostra. Forse perché è ancora di una certa attualità il “verdetto” di Massimo D’Azeglio «l’Italia è fatta, ora facciamo gli italiani». Allora avanti, tanti auguri a questa nostra Italia, bella, bellissima e soprattutto nostra. E 150 di questi anni ancora. Andiamone fieri, noi italiani all’estero: nonostante tutto, ce la invidiano tutti, teniamocela cara.

Un augurio sincero a coloro che ci leggono con assiduità, cercheremo di dare il nostro meglio nel corso di queste celebrazioni, in particolare per quelle italiane in Slovacchia di cui ha accennato anche l’Ambasciatore Borzi nel suo saluto, per tenervi informati con coerenza e impegno. E, come dice l’Ambasciatore, ricordiamoci sempre che per poter avere successo dobbiamo “fare sistema”: Sistema Italia.

(La Redazione)

Sui siti dei maggiori media italiani si possono trovare molte informazioni e speciali dedicati al 150°. Ne citiamo qui soltanto alcuni:
Il Corriere della Sera
La Stampa
La Repubblica

E a questo link una serie di luoghi comuni tipici sugli italiani, che La Repubblica sottopone al voto dei lettori.

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