Miroslav Trnka, fondatore di Eset: noi siamo i dottori dei computer

Riportiamo in seguito un estratto di un’intervista realizzata dal portale webnoviny.sk con Miroslav Trnka, 50 anni, cofondatore e coproprietario di Eset, per la terza volta di seguito nominata azienda dell’anno in Slovacchia, nonchè una delle realtà informatiche in maggiore crescita nell’area EMEA (che comprende Europa, Medio Oriente e Africa). Trnka, insieme a Peter Pasko, è stato nel 1987 il creatore della prima versione del pluripremiato prodotto NOD32 Antivirus. Nel 2006 ha vinto il premio “Entrepreneur of the Year”, organizzato da Ernst & Young, mentre nel 2007 ha ricevuto il premio “Kristalove Kridlo” (Ala di Cristallo, uno dei premi più ambiti in Slovacchia) nella categoria economia. Inoltre, nell’evento annuale della comunità slovacca della tecnologia dell’informazione e delle telecomunicazioni, l’IT Summit Gala è diventato la Personalità IT dell’Anno 2008 per il contributo allo sviluppo tecnico nel settore delle tecnologie dell’informazione in Slovacchia e il suo personale coinvolgimento nella sicurezza delle informazioni.

Trka, laureato alla Facoltà di Tecnologia dei materiali all’Università Tecnica Slovacca, appassionato di archeologia, volle chiamare Eset l’azienda, come una delle divinità del pantheon egizio, che potè riportare alla vita suo marito. Chiaro l’intento di tendere un parallelo con un prodotto tecnologico che può salvare la vita al pc. Il mercato domestico di Eset vale appena il 6% del suo fatturato globale.

D: La sua azienda è titolare di riconoscimenti quali un piazzamento per il “Miglior Datore di Lavoro” e il premio d’onore “Via Bona” per lo sviluppo della formazione e per l’approccio ai dipendenti. Questi sono soltanto alcuni dei premi vinti negli ultimi mesi. Cosa si prova ad affrontare un successo tale e cosa vi motiva ad andare avanti?

R: Tutto quello che facciamo è finalizzato allo sviluppo dell’azienda, non lo facciamo certo per i premi. Ma, chiaramente, ogni riconoscimento del nostro buon lavoro non fa altro che renderci felici.

D: Eset si è posta come obiettivo prioritario la responsabilità di fare ricerca e sviluppare giovani talenti informatici. Come le sembra la situazione del mercato del lavoro nei confronti dei neolaureati?

R: Da quando abbiamo iniziato le nostre attività la situazione è cambiata notevolmente, e così il livello. Prima ci servivano pochi collaboratori, quindi non avevamo problemi a selezionare e scegliere solo i migliori talenti. Ora abbiamo bisogno di molte più persone, ed è cambiato anche il livello delle università. In passato lavoravo nell’ambiente accademico, conosco l’ambiente, ho ancora molti amici. Capisco che la situazione dell’istruzione ora è complessa, ma credo che migliorerà col tempo.

D: Quale di questi premi è per voi il più importante?

R: Sicuramente il secondo posto come Miglior Datore di Lavoro, visto che ci sforziamo di fornire le migliori condizioni per i nostri collaboratori. Dei premi “professionali”, invece, mi ha reso felice quello ricevuto dagli utenti giapponesi. In diversi sondaggi indipendenti eravamo al primo posto in numerose categorie per quel mercato asiatico. Tra l’altro il Giappone è il mercato più difficile ed esigente per quanto riguarda la qualità dei servizi e dei prodotti.

D: Spesso succede che i programmi di studio non sono nemmeno lontanamente compatibili con le richieste del mercato. Cosa state facendo per fare in modo che dalla scuola escano lavoratori già “pronti”?

R: La maggior parte delle persone entra nella divisione tecnologie. La nostra attività richiede competenze e capacità specifiche quindi è quasi impossibile trovare personale già preparato, in particolar modo per il Virus Lab. E questo non solo in Slovacchia ma in tutto il mondo. Non esistono scuole adatte e dobbiamo formare tutti i nostri dipendenti. Ci sforziamo ovviamente di collaborare con le università, ad esempio tenendo seminari. Uno dei settori chiave del fare azienda responsabile è secondo noi il sostegno all’istruzione ed educazione alla sicurezza informatica. Dei fondi destinati alla filantropia è proprio questo il settore più finanziato. Inoltre, non consumiamo materie prime, non inquiniamo, vendiamo semplicemente un’idea con un’alto valore aggiunto anche all’estero. Questa è la migliore cosa che ci si possa auspicare per questo Paese. Quante più persone lavoreranno in questo settore, tanto più crescerà il livello di vita in Slovacchia.

D: La vostra società cresce anche a livello di personale: nel 1992 avete iniziato con quattro dipendenti, ora ne avete oltre 300 in Slovacchia ed altri 700 nel mondo [e nel 2011 ne saranno assunti altri 200 solo a Bratislava-NdR]. Cosa può dire a tutti i neolaureati e agli interessati a lavorare presso di voi, affinchè possano avere successo?

R: La nostra selezione è molto dura, ed ogni anno l’affiniamo. Cerchiamo di tenere conto non soltanto della preparazione professionale, ma anche alle caratteristiche del candidato. Fondamentale è la sincerità, dobbiamo capire chi abbiamo davanti. I dipendenti devono prendere il lavoro seriamente e si devono preparare adeguatamente. Se qualcuno vuole diventare programmatore, questo deve far parte della sua vita, deve interessarsene, deve utilizzare efficacemente le sue capacità ed abilità. Se una persona fa questo per un lasso di tempo sufficientemente lungo, allora diventa bravo. Se invece il lavoro è preso solo come un corso di formazione ed un modo per avere un reddito, allora anche questo con il tempo viene a galla. L’entusiasmo e la passione per il lavoro sono altrettanto importanti, i giovani devono decidere cosa fare e cercare una carriera in tale direzione.

D: Come si fa a motivare i dipendenti e cosa ha motivato lei personalmente?

R: Ci motiva un semplice fatto: la società è valida solo per quello che sono i suoi dipendenti. La società non è fatta di macchine o locali, l’azienda è la gente che la compone. Una volta che abbiamo gente al top, abbiamo una società al top. È molto importante scegliere bene le persone e creare per loro le condizioni di lavoro. Questo viene fatto in vari modi, non solo con lo stipendio e vari benefit, ma con cose come la cultura aziendale, un buon ambiente di lavoro.

Miroslav Trnka, pur rimanendo nel Consiglio di Amministrazione, si è ritirato nel Dicembre scorso dalla gestione attiva, ed ha deciso di dedicarsi a tempo piano alla filantropia. Tra i suoi maggiori interessi vi sono il miglioramento della sanità in Slovacchia e un’attenzione ai giovani, allo sport ed al loro sviluppo, partendo quindi da progetti legati alla comunità.

(Fonte webnoviny, La Redazione)

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