30 Paesi in 14 giorni: 4 avventurieri che vogliono sbancare il Guinness

Sono quattro i membri del team “Across the Atlas” che stanno effettuando un pazzo e spettacolare “viaggio in Europa” mettendo alla prova i limiti della loro resistenza, e che poco ha a che fare con i classici tour per orientali dove frotte di persone vengono sballottatte tra hotel e aeroporti per farsi “l’Europa in 7 giorni”. I quattro stanno invece percorrendo le strade di 30 Paesi europei con l’intenzione di sciare sulle piste di ognuno di questi in diretta successione. Fino a qui, forse, niente di così incredibile. Ma lo vogliono fare in 14 giorni! E questo un po’ incredibile lo è. Perseveranza, dedizione, 14.000 chilometri di strade (in parte non asfaltate o comunque poco accoglienti), quasi 23.000 metri di dislivello di discese con gli sci, in condizioni e stati d’animo imprevedibili. Questi sono alcuni degli elementi di questa sfida al limite dell’umano.

Pietro Simonetti, redattore americano (di chiare provenienze italiche) della rivista britannica Good Ski Guide sul mondo dello sci, e capo del team, ha messo a punto un obiettivo ambizioso: essere la prima squadra a sciare in 30 Paesi europei in 2 settimane – creando un probabile Guinness World Record. Nessun mortale, ci dice Pietro, ha mai tentato di sciare per tutta l’Europa continentale in meno di due settimane, correndo rischi e sfide ad ogni tornante, passo di montagna, viaggi notturni e attraversamenti di frontiera. Tra le altre difficoltà, la squadra dovrà affrontare un sindrome di Babele scontrandosi con 29 lingue diverse, 11 visti di accesso non tutti facili da ottenere, 24 checkpoint di frontiera con controllo dei passaporti.

La mappa dell’itinerario prevede tutti, ma proprio tutti, i Paesi europei che abbiano una qualche altura innevata e sciabile. Evitate, ovviamente, lande piatte come il Benelux o la Danimarca.

Pietro Simonetti, ex stuntmen, non è estraneo a missioni spericolate, peraltro raccogliendo fondi per buone cause. Nel 2001 ha scalato l’Aconcagua, la montagna più alta dell’emisfero occidentale. Nel 2002, Pietro e altri quattro compagni della squadra Across the Atlas hanno stabilito un Guinness World Record facendo tutte le 28 stazioni sciistiche del Colorado in una corsa frenetica di 80 ore e 41 minuti. Da allora, ogni anno una nuova avventura al limite. Oltre a Pietro, il team estremo è composto da Rick Compton, Kelly Myers e Jesse Borrell, e li accompagnano tre componenti di un team di supporto.

L’itinerario, partito dalla Scozia, si concluderà in Novegia. Non si fanno mancare località note, come Cervinia in Italia o Zermatt in Svizzera, Garmisch in Germania o Kranjska Gora in Slovenia. In Slovacchia, che è naturalmente parte del tour (tappa numero 20), i nostri hanno scelto Tatranska Lomnica sugli Alti Tatra. Ma poi all’ultimo minuto si sono diretti a Jasna sui Bassi Tatra, alle falde del monte Chopok (nel distretto di Liptovsky Mikulas), dove sono passati Martedì 8 Marzo, provenendo dall’Ungheria e diretti poi in Polonia, a Zakopane, sull’altro versante dei Tatra, dove hanno passato la notte. Hanno poi proseguito per la Repubblica Ceca dove hanno sciato a Ski Bila.

Leggiamo le parole di Pietro sul passaggio in Slovacchia dal suo diario online dell’8 Marzo:

«Dopo la grande esperienza in Ungheria abbiamo guidato per 3 ore e siamo arrivati a Jasna in Slovacchia circa alle 15:30. Non sapevamo che il resort sciistico chiudeva alle 16:00, così ci siamo precipitati a sciare il più possibile. Abbiamo trovato una sfilata di moda (in pellicce e bikini) al bordo della pista principale, e un concorso di salto per gli sciatori principianti. È stato super divertente. Abbiamo fatto l’ultima discesa alle 16:30 con il sole che tramontava sulle splendide montagne Tatra. Ci siamo fatti una birra slovacca, poi siamo ripartiti per Zakopane, in Polonia, dove abbiamo scaricato i bagagli nel nostro hotel, e poi siamo andati a guardarci il match di calcio Barcellona-Arsenal al bar locale. Per cena, una buona salsiccia polacca e birra locale. Domani andiamo a sciare a Zakopane, quindi proseguiamo per la Repubblica Ceca».

Fra le cose alle quali i quattro hanno posto una certa attenzione è la salvaguardia dell’ambiente. Il team infatti pianta un albero in ogni Paese attraversato (per compensare l’anidride carbonica prodotta), mangia solo alimenti locali, ricicla tutti i rifiuti accumulati nel corso della spedizione e distribuisce il pacchetto dell’UE sulla Consapevolezza dellle questioni climatiche, nella lingua di ogni Paese visitato. Infine, nella missione stanno testando una Panda ibrida Fiat che ha l’ambizione di avere le più basse emissioni di CO2 di ogni altra casa automobilistica europea.

(Pierluigi Solieri)

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