Terremoto in Giappone, anche la Slovacchia invierebbe squadre di soccorso

Il Ministro dell’Ambiente Laszlo Nagy ha avvertito il Sistema di soccorso centrale di Gabcikovo (regione di Trnava) di tenersi pronti per recarsi a fornire aiuto al Giappone, che è stato colpito oggi da un terremoto di magnitudo 8,9. Ne ha dato notizia l’agenzia di stampa TASR pochi minuti prima delle 11 di questa mattina. Secondo il portavoce del Ministero, la squadra di soccorso speciale ha l’attrezzatura necessaria per la ricerca di persone intrappolate sotto le macerie, ed è inoltre in grado di disinfettare le zone colpite e decontaminare l’acqua. Circa 25 membri del team sono in grado di partire per il Giappone entro quattro ore.

Il Servizio di soccorso centrale ha preso parte a operazioni di soccorso oltremare fino ad ora altre 18 volte. Il Ministero dell’Ambiente ha espresso la volontà di contattare l’Ambasciata del Giappone in Slovacchia offrendo assistenza.

Inoltre, la Squadra speciale di soccorso cinofilo di Nyrovce (regione di Nitra) è pronta ad aiutare le popolazioni colpite dal terremoto, come ha informato poco dopo mezzogiorno il direttore del Servizio di soccorso Alexander Berek. Berek ha detto che può inviare un gruppo di 20 specialisti che sono già intervenuti in vari disastri naturali sia in Slovacchia che all’estero. «Ci sono soccorritori slovacchi e ungheresi, con cani, medici e quattro sub nel team. Altri otto medici ungheresi, che sono specializzati in operazioni di soccorso connesse con catastrofi naturali, sono pronti a unirsi al nostro gruppo», ha detto Berek, aggiungendo di essere in contatto costante con il Ministero degli Interni e degli Affari Esteri. «Siamo pronti a partire anche immediatamente se necessario», ha detto Berek. La sua squadra ha partecipato anche all’operazione di salvataggio nel villaggio ungherese di Kolontar, quando fu colpito da un’ondata di fanghi tossici nell’autunno dello scorso anno.

Un terremoto d’intensità devastante, di ben 8,9 gradi della scala Richter, ha investito stamane il Giappone nord-orientale e uno tsunami di dieci metri si è abbattuto sulla costa della città di Sendai, il capoluogo della prefettura di Miyagi, nel nordest del Paese. Il sisma, fra i dieci più violenti degli ultimi 150 anni, ha causato fino a questo momento almeno 32 morti e una trentina di dispersi, ma il bilancio è provvisorio. Quasi tutte le vittime sono dovute a crolli, come le cinque persone decedute per la caduta del tetto di una casa di riposo nella prefettura nordorientale di Fulushima.

Tra le scosse d’assestamento che continuano a registrarsi, sono state due quelle devastanti: la prima è durata oltre due minuti e la seconda è stata di 7,8 gradi. Il sisma, secondo l’Istituto di Geofisica americano, si è verificato a 24,4 km di profondità alle 6:46 (ora italiana, le 14:46 in Giappone) e circa un centinaio di chilometri al largo della prefettura di Miyagi. L’allarme tsunami è stato esteso a tutto il Pacifico, all’Australia, Messico, Nuova Zelanda, America Latina ed esteso a tutta la costa ovest degli Stati Uniti. Le onde telluriche sono state avvertire distintamente fino a Pechino.

C’è anche una emergenza nucleare attorno alla centrale nucleare di Fukushima, secondo quanto ha affermato la televisione pubblica nipponica Nhk. L’ente che gestisce la centrale ha spiegato che il sistema di raffreddamento del reattore è andato in panne. Il Governo di Tokyo ha deciso di dichiarare la situazione di emergenza sull’energia nucleare anche se, assicura, finora non ci sono fughe radiattive.

Lo tsunami che ha colpito la città di Sendai, capoluogo della prefettura di Miyagi, ha creato onde di una decina di metri di altezza che si sono spinte fino a 5 chilometri all’interno. L’onda ha investito auto, case e macchinari per l’agricoltura, prima che le acque si ritraessero trascinando tutto con sé verso il mare. In molte case si sono sviluppati incendi, probabilmente causati dello scoppio dei tubi del gas. A Miyagi, capoluogo dell’omonima prefettura, l’acqua dal mare si è riversata all’improvviso nelle strade, trascinando via con sè auto e cartelloni pubblicitari. Il porto si è riempito di carcasse di veicoli. Un’onda ha anche inondato l’enorme parcheggio del parco divertimenti di Disneayland, nella regione di Tokyo.

I danni sono stati subito definiti «considerevoli» dal Governo nipponico il quale assicurando comunque che non ci sono state fughe di radiottività da centrali atomiche. Il primo ministro Naoto Kan ha costituito una task force per affrontare le conseguenze del potente sisma che ha colpito il Paese. Kan ha comunicato in una conferenza stampa che le centrali nucleari «si sono fermate automaticamente» e che «non ci sono notizie di fughe di radiazioni». Il Ministro degli Esteri giapponese, Takeaki Matsumoto, ha intanto dato disposizioni alla struttura diplomatica di accettare gli aiuti internazionali, che le maggiori comunità internazionali stanno offrendo.

(Fonte TASR, La Redazione)

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