Froda il fisco per 29 milioni di IVA: arrestato imprenditore dell’est Slovacchia

Un uomo soprannominato il Signore di Zemplin, in attività d’impresa da 12 anni e rappresentante in 77 imprese, ha presumibilmente rubato quasi 29 milioni di euro allo Stato slovacco attraverso una frode sull’IVA. Mikulas Vareha, imprenditore della Slovacchia orientale, è stato arrestato dalla Polizia slovacca il 1° Marzo scorso. Secondo le indagini, l’imprenditore avrebbe fatturato una vasta gamma di beni e materie prime con operazioni fittizie tra almeno una dozzina di società di comodo. Vareha ora è accusato di evasione fiscale e si trova in custodia cautelare. In caso di condanna rischierebbe fino a 12 anni di carcere.

L’uomo avrebbe chiesto rimborsi IVA per un totale di 28.745.934 euro su quelle che la Polizia indica essere come fatturazioni false. Tra il 2007 e il 2010, a Vareha è stata rimborsata IVA per un totale di 32.729.204 euro, il che ha fatto dire al Ministro degli Interni Daniel Lipsic – nella conferenza stampa dell’annuncio dell’arresto – che è probabile che vengano fatte nuove accuse. Inoltre, l’imprenditore aveva chiesto altri 21 milioni di rimborsi IVA, che però lo Stato non gli aveva ancora pagato. Secondo il Ministro, l’uomo pensava di poterla scampare grazie alle sue amicizie politiche, ma «Quei tempi sono finiti», ha detto Lipsic, reclamando che gli amici non salveranno chi viola la legge.

Secondo il Ministro delle Finanze Ivan Miklos, Vareha era amministratore in 77 aziende, 51 delle quali erano registrate come contribuenti IVA, e l’uomo avrebbe semplicemente fatto affari con se stesso, fatturandosi prodotti che non hanno mai lasciato i magazzini, con società che solo sporadicamente avevano documentazione del trasporto, e che la maggior parte delle imprese non avevano dipendenti. Secondo l’agenzia Sita, Miklos ha detto che le 51 imprese hanno registrato un fatturato di 705 milioni di euro e perdite di 109 milioni tra il 2007 e il 2009.

Il quotidiano Sme ha scritto di aver trovato 136 imprese sotto il nome Vareha sul Registro slovacco delle imprese, tra cui decine di imprese di lavorazione del legno, aziende di trasporto dell’acqua, società edili e immobiliari, nonché imprese che commerciano vino Tokaj. Sme ha scritto anche che diversi anni fa Vareha aveva costruito un mini-zoo con cinghiali, cervi e struzzi ma i residenti locali lamentavano il forte odore e dicevano che gli animali soffrivano la cattività in condizioni non idonee.

Inoltre, Sme aveva aggiunto che a Vareha piacevano le luci dei riflettori, e nei primi mesi del 2009 aveva distribuito mele insieme a Silvia Gasparovicova, la moglie del Presidente slovacco. Al riguardo, il portavoce dell’Ufficio del Presidente Marek Trubac ha affermato che non si fanno controlli della situazione fiscale di coloro che fanno donazioni alla Fondazione guidata dalla moglie del presidente.

I Ministri Lipsic e Miklos hanno accusato il precedente Governodi aver fatto ben poco per indagare e perseguire le frodi fiscali, ricordando un recente studio della Commissione Europea che segnalava la Slovacchia al secondo posto nella UE quanto a tasso di evasione dell’IVA, preceduta solo dalla Grecia. Ma il partito Smer di Robert Fico ha ricordato che è stato sotto il suo Governo che è stata scoperta la maggiore frode all’IVA nella storia della Slovacchia, per circa 45 milioni di euro.

La Direzione dell’Ufficio Imposte, nel frattempo, fa sapere che le imprese di Mikulas Vareha erano state oggetto di verifica da parte delle autorità fiscali 851 volte, e 616 verifiche sono ancora in corso. «Non si tratta di oppressione fiscale», secondo il capo dell’amministrazione fiscale slovacca Miroslav Mikulcik. «Erano verifiche di routine». Tuttavia, ha osservato, il numero così elevato di verifiche dice che il sistema di audit ha delle evidenti lacune, e le autorità molto probabilmente hanno agito troppo tardi e in modo on coordinato.

Mikulcik ha descritto le pratiche fraudolente di Vareha come «assolutamente assurde». In pratica, ha detto, l’uomo faceva affari con se stesso, «non aveva alcun rispetto delle autorità fiscali … e le utilizzava per finanziare le sue attività», ha detto Mikulcik.

(Fonte TASR, Sme)

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