La Slovacchia è diventata un paese di transito per i trasportatori stranieri

A causa di sanzioni basse e della difficoltà di applicarle e renderle esecutive, scrive l’agenzia di stampa Sita, la Slovacchia è diventata Paese di transito per i camion provenienti da altri Paesi. Questo risulta da un controllo straordinario effettuato dall’Ispettorato nazionale del lavoro in collaborazione con la Polizia nella notte di Sabato. Gli ispettori hanno controllato 165 conducenti di veicoli oltre le 3,5 tonnellate nel territorio slovacco, 116 dei quali erano stranieri, e hanno rilevato 147 reati riscuotendo sanzioni per 4.144 euro, come ha riferito Igor Holeczy dell’Ispettorato.

Rispetto ai Paesi vicini, le multe in Slovacchia sono basse. Inoltre, le multe comminate ai trasportatori stranieri sono praticamente inapplicabili, ha detto il direttore dell’Ispettorato Jana Popovic, sottolineando che le ammende massime dovrebbero aumentare in base alla revisione legislativa in atto. Sull’esecutorietà delle multe gli ispettori del lavoro slovacchi non hanno l’autorità di trattenere i documenti delle merci trasportate dai camion stranieri, e dunque non possono impedire agli autisti di guidare. La revisione della legge dovrebbe permettere agli ispettori di sequestrare i documenti, il che, come dice l’esperienza di altri Paesi, è uno strumento efficace nel far rispettare l’imposizione delle ammende.

L’anno scorso, gli ispettori del lavoro hanno trovato oltre 6.200 violazioni della legge, e inflitto ammende per un valore di circa 123.000 euro, controllando oltre 6.000 veicoli superiori alle 3,5 tonnellate, dei quali 2.500 provenienti dall’estero. Quasi 2.600 sono state le violazioni rilevate nei confronti di autotrasportatori provenienti dall’estero. Il maggior numero di camionisti venivano da Regno Unito, Polonia e Romania.

Le violazioni più frequenti hanno riguardato le norme sui periodi di riposo giornaliero, i tempi di guida giornalieri e i periodi di riposo settimanale. Gli ispettori hanno anche scoperto con maggiore frequenza l’uso di magneti sui tachigrafi digitali, per manometterne le registrazioni dell’attività dei conducenti.

(Fonte webnoviny)

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