Governo: Procuratore generale eletto a voto palese e con poteri ridotti

Il Governo ha approvato Mercoledì il progetto di modifica della procedura di elezione in Parlamento delle cariche  di alcuni funzionari pubblici. Le modifiche, pensate per l’elezione del Procuratore generale, avranno validità anche per la nomina di presidente e vicepresidenti dell’Ufficio Supremo di Controllo (NKU) e i candidati giudici della Corte Costituzionale, e prevedono una votazione pubblica in luogo del voto a scrutinio segreto come è stato fatto finora.

Con le nuove regole, la votazione a scrutinio segreto dovrebbe tenersi solo nei casi richiesti dalla Costituzione: di principio, per eleggere il Presidente e i Vicepresidenti del Parlamento, e i Presidenti delle Commissioni parlamentari. Il Parlamento potrà inoltre decidere, con le nuove norme, di votare a scrutinio segreto su questioni che solitamente sono gestite con una votazione palese. Questo genere di mozione sarà ammessa alla votazione immediata dell’Aula su proposta di almeno 15 deputati, senza prima andare in discussione.

Il leader del maggior partito di opposizione SMER-SD, Robert Fico, trova paradossale che i deputati votino i Presidenti di Commissione a scrutinio segreto ma eleggano il Procuratore generale con votazione pubblica. «Se qualcuno deve essere eletto in una votazione a scrutinio segreto, allora questo è il Procuratore generale» ha dichiarato Fico.

La nuova proposta del Governo segue una tormentata e ripetuta votazione – a scrutinio segreto come prevede l’attuale legislazione – sulla successione del capo della Procura generale, che da Ottobre a Dicembre ha impegnato in Parlamento la maggioranza di Governo con risultati non proprio soddisfacenti. Nelle diverse votazioni, la Coalizione non ha mai votato compatta e si è sempre lasciata sfuggire la vittoria, vuoi per una diatriba sul nome del candidato comune (come l’ostruzione inizialmente perseguita da SDKU che voleva imporre un suo giudice a dispetto dei colelghi di Governo), vuoi per il disaccordo di singoli deputati, che nell’ultima sessione di voto hanno fatto mancare l’obiettivo alla Coalizione e rischiato di far saltare il Governo, con scambio di accuse – e offese – tra i diversi partiti della maggioranza. Da qui la decisione di preparare insieme una modifica della legge, cambiando il voto segreto in palese, e trasformando di fatto l’elezione del Procuratore generale in un voto di fiducia al Governo.

Sempre nella stessa riunione, il Governo ha anche fissato delle limitazioni alle funzioni del Procuratore generale. Il mandato del Procuratore sarà di un solo termine non rinnovabile (il che però non avrà validità retroattiva, lasciando aperta la porta alla candidatura di ex Procuratori), viene abolita la figura del Procuratore militare (dopo che lo scorso Governo aveva abolito i Tribunali militari) e introdotto l’obbligo di pubblicare le decisioni di tutti i procuratori che fermano l’azione penale di un procedimento. Le modifiche sono state adottate secondo la proposta del Ministero della Giustizia, inclusa la riduzione di alcuni dei poteri dell’Ufficio del Procuratore generale. Con la nuova legislazione, i Pubblici ministeri saranno scelti con una procedura di selezione pubblica, mentre oggi sono nominati direttamente dal Procuratore generale.

(La Redazione, TASR)

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