Chmel: con nuova legge sulla lingua le minoranze si sentiranno a casa in Slovacchia

La soglia di sbarramento richiesta per l’utilizzo delle lingue delle minoranze nei comuni slovacchi è stata ridotta dal 20% al 15% nel Consiglio dei Ministri di Mercoledì. Le varie minoranze, e specificamente la maggiore di queste – quella ungherese per la quale la legge era stata realizzata – potranno usare la loro lingua madre nei rapporti con le autorità locali quando raggiungono il 15% della popolazione del comune, secondo la nuova modifica della legge sull’uso delle lingue delle minoranze etniche. Il progetto originale del Vicepremier per i Diritti umani e delle Minoranze Rudolf Chmel prevedeva di portare la percentuale al solo 10%, ma ha trovato opposizione tra gli stessi partner della Coalizione.

In particolare, sono i Cristiano Democratici (KDH) che hanno tenuto a bada Chmel (Most-HID), e anche se i Ministri KDH hanno approvato il cambiamento, non è certo come si comporteranno i suoi deputati in Parlamento, dato che hanno alcune obiezioni.

Le nuove regole saranno applicare non solo ai singoli villaggi e città, ma anche ai quartieri delle maggiori città della Slovacchia, Bratislava e Kosice. Se la percentuale indicata del 10% viene confermata dal Parlamento, avrà un effetto positivo soprattutto per i rom e gli appartenenti alla minoranza rusyn, i ruteni, presenti nel nord-est del Paese. Inoltre, l’emendamento cambia la comminazione delle multe per la violazione della legge, tra 50 e 2.500 euro, che riguarderanno soltanto i pubblici ufficiali.

Dopo il passaggio di Governo, Chmel ha detto che l’emendamento è destinato a migliorare la qualità della democrazia in Slovacchia, consentendo alle minoranze di «sentirsi a casa». «La legge è l’invio di un messaggio molto positivo», ha osservato Chmel.

(Fonte TASR)

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