La Slovacchia non accetterà rifugiati dal Nord Africa

La Slovacchia non sosterrà il concetto di responsabilità condivisa per il potenziale afflusso di profughi dal Nord Africa, ha affermato ieri nel tardo pomeriggio il Ministro degli Interni slovacco Daniel Lipsic dopo una riunione con i suoi colleghi europei tenutasi ieri a Bruxelles. Lipsic si riferiva alle crescenti preoccupazioni, in particolare dell’Italia, di un possibile esodo di centinaia di migliaia di profughi dalla Libia, considerando la difficile situazione interna del Paese. «Ci opponiamo in linea di principio a qualsiasi idea di ridistribuzione. Le norme del diritto comunitario in materia di asilo dovrebbero rimanere invariate. Sì, e vero che solidarietà significa aiutare coloro che sono in situazione critica non per colpa loro, ma non si farà nessun trasferimento del genere», ha detto Lipsic. Ha ammesso che la situazione può cambiare a brevissimo termine e migliaia di migranti dalla Libia potrebbero invadere l’Europa. «La situazione può essere soggetta a modifiche in qualsiasi momento. Se avverranno questi cambiamenti, l’UE dovrà essere flessibile. Ma noi, come Ministri, abbiamo convenuto che paragonare la situazione a un esodo biblico è davvero gonfiare la situazione a dismisura», ha aggiunto Lipsic. Insomma, verrebbe da tradurre con un “l’Italia si arrangi”.

Il Consiglio italiano per i rifugiati avverte che potrebbero essere tra il mezzo milione e il milione e mezzo i nordafricani intenzionati a venire in Europa per sfuggire ai disordini dei loro Paesi. E mentre l’ONU insiste perché i rifugiati non siano respinti, emerge in Italia la voce del leader della Lega Umberto Bossi che ha detto «li mandiamo in Francia e Germania», alludendo all’attuale richiesta di aiuto dell’Italia in sede europea che non sembra riscuotere molti consensi. Il Ministro italiano Maroni, rientrando ieri da Bruxelles, non ha nascosto la sua delusione per la posizione di alcuni colleghi europei piuttosto rigidi. Le richieste del cosiddetto Gruppo dei Sei (oltre all’Italia, Spagna, Francia, Grecia, Cipro e Malta) erano di aiuto finanziario e di condivisione dei profughi in arrivo. Sulla prima questione ci sarebbe una certa apertura, ma sulla seconda invece si registra un rifiuto. Tra i contrari, oltre alla Slovacchia ci sono Germania, Belgio e Svezia. Alcuni di questi Paesi, e anche alcuni Commissari UE, accusano l’Italia di allarmismo, ma il timore italiano è che se gli arrivi sembrano ora scemare, riprenderanno per certo appena la situazione si stabilizzerà un poco dato che sulle coste libiche non ci sono più controlli. Un rischio da non sottovalutare, ha avvertito Maroni, è che tra gli immigrati ci siano anche infiltrati di cellule terroristiche, e bisogna evitare che la Libia diventi un nuovo Afghanistan

(Fonte TASR, La Redazione)

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