Dzurinda: fare pressione su Gheddafi per fermare il massacro

Il Ministro degli Esteri slovacco Mikulas Dzurinda, in occasione di una conferenza stampa straordinaria tenuta oggi, ha detto che non sa se il regime del leader libico Muammar Gheddafi sopravviverà o se si applicheranno sanzioni a quel Paese, ma ha assicurato di avere gli occhi puntati sulla Libia e non gli piace ciò che sta avvenendo. Sia il Consiglio di sicurezza dell’ONU che l’Unione Europea intendono discutere oggi di eventuali sanzioni, e ci sono varie alternative sul tavolo. Secondo Dzurinda, comunque, è difficile dire chi sarebbe poi davvero colpito dalle sanzioni e in quali settori applicarle. Dzurinda intende promuovere i principi e reazioni pacate da parte della Slovacchia.

Secondo lui, è fondamentale che il mondo democratico faccia pressione sul regime di Gheddafi perché si fermi lo spargimento di sangue, e sia sostituito da un dialogo. «C’è ancora spazio per Gheddafi e il suo regime di rendersi conto che la violenza non porta da nessuna parte», ha detto stamane, aggiungendo che una richiesta di pace e di dialogo è la migliore soluzione possibile per la Libia, la regione e il mondo intero.

Per quanto riguarda il problema dei profughi dal Nord Africa, la Slovacchia sosterrà un aumento dei mezzi finanziari, ha detto, ma i soldi dovranno essere utilizzati esclusivamente per i rifugiati politici. Dopo una discussione dei Ministri degli Interni dell’UE, il Ministro slovacco Daniel Lipsic aveva detto che la Slovacchia non sostiene l’opzione di condivisione delle responsabilità per un eventuale afflusso di profughi. «Non ci sarà alcun trasferimento di immigrati tra i Paesi dell’UE», aveva detto ieri, posizionandosi con i Paesi del centro-nord Europa quali Germania, Belgio, Svezia, che si rifiutano di accettare profughi dai Paesi dell’Europa meridionale, tra i quali l’Italia è in prima linea.

E mentre ieri il Ministro dei Trasporti Jan Figel, in visita a Mosca, aveva ringraziato Putin per aver aiutato nell’evacuare i cittadini slovacchi dalla Libia, facendo dire al suo portavoce che Figel e il suo partito «sostengono il diritto del popolo libero di decidere liberamente del proprio futuro», Dzurinda oggi ha avvertito che ci sono ancora sette slovacchi nel Paese nordafricano che hanno chiesto aiuto per lasciare la Libia, mentre altri nove stanno rientrando con vari mezzi. Il Ministero è al corrente di 54 cittadini slovacchi residenti in totale (36 adulti e 16 bambini), ma 16 di loro non sono potuti essere contattati.

(Fonte TASR)

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