Profitti ridotti per l’industria alimentare in Slovacchia

I profitti dell’industria alimentare slovacca si sono ridotti del 33,5% nei primi nove mesi dello scorso anno, ha riferito l’Unione dei produttori di generi alimentari in Slovacchia (UPS) nell’assemblea generale che si è tenuta la scorsa settimana. Tutti i segmenti di produzione hanno riportato risultati peggiori su base annuale, tranne che la produzione di miscele di foraggi e il vino. Nei primi tre trimestri dello scorso anno, oltre 30.000 persone lavoravano nel settore alimentare, il che rappresenta un calo del 6,6% sull’anno precedente. Il salario medio mensile della produzione alimentare è aumentato del 3,7% a 720 euro. Gli addetti alla produzione di amido, prodotti dell’amido, zucchero e birra hanno goduto della retribuzione più alta, in contrasto con i dipendenti nella produzione di carne, che hanno il reddito più basso.

Appena poche settimane fa, il Ministro dell’Agricoltura Zsolt Simon (Most-Hid) metteva in guardia come anomalia il fatto che l’industria di trasformazione alimentare in Slovacchia partecipi solo con il 2% alla costruzione del prodotto interno lordo (PIL) del Paese. Non è normale, avvertiva il Ministro, sottolineando che nella maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea la cifra è intorno al 10-15%. È chiaro, diceva il Ministro, che la Slovacchia produce derrate di base, «ma i prodotti alimentari finiti sono di importazione».

(Fonte Sario, TASR)

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