Solidarietà alle donne dalla città di Bratislava

Riceviamo, e pubblichiamo, un contributo di un gruppo di donne italiane che vivono o lavorano in Slovacchia, che nel gelo di ieri hanno voluto dare il loro sostegno a coloro, pare un milione, di donne ma anche di uomini e bambini, intere famiglie, che sono scese nelle piazze di tutta Italia e nel mondo a difesa della dignità femminile.

In questa giornata importante e significativa per le donne italiane e simbolicamente per tutte le donne, alcune rappresentanti del mondo femminile residenti all’estero hanno voluto unirsi al grande coro di voci che oggi in tutta Italia hanno manifestato la loro indignazione per i recenti eventi. Ancora oggi, nonostante il lungo e difficile cammino per l’affermazione dei propri diritti, le donne  sentono la necessità di tornare in campo per riaffermare la loro dignità che sembra essere nuovamente calpestata.

Gli ultimi eventi che hanno riempito le pagine dei giornali e di servizi televisivi hanno proposto un`immagine offensiva, al limite dell’accettabilità e di un senso etico comune che una società richiede, necessita e che non dovrebbe mai, per nessuna ragione, essere oltrepassato.

Il messaggio che è stato dato alle giovani generazioni che necessitano solidi modelli di riferimento, rischia di mettere a repentaglio non solo il lavoro degli educatori, ma anche la credibilità di una parte potente della società, che non rispetta limiti, sfrutta le debolezze e colpisce in profondità l’immaginario collettivo.

Questo malcostume che ferisce la sensibilità di molti sia in Italia che all’estero, viene naturalmente seguito con grande apprensione anche dalle molte donne italiane residenti all’estero, che non potendo partecipare oggi alle molteplici manifestazioni che si sono tenute in tutta Italia, hanno simbolicamente fatto la loro protesta nei luoghi di residenza all’estero, sentendosi in questo modo vicine alle loro connazionali.

Sono tante voci che, tutte insieme, speriamo diventino un urlo di rabbia.

Bratislava, 13 Febbraio 2011

Marina Ruffinazzi Leue

La manifestazione di ieri, dal titolo “Se non ora quando”, è stata organizzata in oltre 230 città italiane e in una trentina all’estero, con una parola d’ordine comune: basta con le offese alla dignità delle donne, alla quale si è sommata la richiesta delle dimissioni del Premier Silvio Berlusconi. Tanti i cartelli e gli striscioni, i tricolori o le bandiere bianche. Assenti invece, e per fortuna, le bandiere di partito. Ci asteniamo qui, come nostro solito, dal commentare la situazione dolorosa della politica italiana. Pubblichiamo però volentieri questo contributo per ricordare che c’è una grande parte del Belpaese che sta soffrendo, e molto, per una congiuntura ingarbugliata che chi sta sulle poltrone che contano non pare avere alcuna intenzione di sciogliere. E per ricordare che chi risiede e lavora all’estero soffre ancora di più di questo assurdo stato delle cose, deriso o anche solo guardato con compassione da colleghi, amici e conoscenti, che hanno la fortuna di avere un Paese che, pur con tutte le deformità, corruzioni e scandali possibili, rimane con una qualche dignità. (ps)

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