Miklos: Governo ha deciso privatizzazione degli impianti di riscaldamento

Il Governo ha deciso di vendere gli impianti di teleriscaldamento che sono attualmente di proprietà statale, ha annunciato ieri il Ministro delle Finanze Ivan Miklos (SDKU-DS) in una conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri. «Abbiamo formulato una raccomandazione al presidente del comitato esecutivo del Fondo di Proprietà Nazionale (FNM) che, in collaborazione con il Ministero dell’Economia, dovrebbe elaborare un progetto sulla privatizzazione», ha dichiarato Miklos.

E questo nonostante la riunione della Coalizione non avesse raggiunto un accordo sulla questione nella serata di Lunedì, e nonostante la posizione dei Cristiano Democratici (KDH) fino a ieri fosse di contrarietà. Il Premier Iveta Radicova, del resto, aveva avvertito in più occasioni che era necessaria cautela. I conti delle società non sono esaltanti, ma si tratta di una materia delicata che investe direttamente le tasche della gente per quanto riguarda i possibili aumenti delle bollette del riscaldamento, una volta che le aziende finiscono in mani private.

Gli impianti in questione sono situati a Bratislava, Trnava, Zilina, Martin (regione di Zilina), Zvolen (regione di Banska Bystrica) e Kosice.

«Privatizzeremo gli impianti di riscaldamento con una gara pubblica, cerchiamo investitori strategici. Non abbiamo ancora parlato di quale quota delle società vendere, ma sarà almeno il 51%», ha detto il Ministro Miklos, aggiungendo che FNM e Ministero dell’Economia dovranno fornire dati specifici e dare una valutazione sul possibile ingresso nelle società delle amministrazioni locali. Miklos ha fatto notare che l’esperienza passata ha dimostrato che la gestione negli impianti non è stata esattamente produttiva. «Alcuni di loro sono in nero, ma in gran parte grazie alla vendita delle quote di emissioni. Alcuni di loro sono in rosso anche nonostante la vendita di emissioni», ha osservato. E comunque tra le buone ragioni per vendere, ha detto il Ministro, vi è una crescita del debito e la necessità di fare investimenti.

Una analisi del Fondo di Proprietà, che fisicamente detiene le azioni, ha stimato il valore di mercato delle sei società in una somma compresa tra 160 e 200 milioni di euro. Il reddito medio annuo per lo Stato, proveniente dai dividendi delle società, è stato pari ad appena 4,2 milioni di euro negli anni tra il 2002 e il 2010.

(Fonte TASR)

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