Gli italiani alla fiera Gastro di Bratislava: grande interesse di un pubblico che sa valutare la qualità

Un grande interesse si è riscontrato nel pubblico e negli operatori che hanno visitato la fiera della gastronomia Danubius Gastro 2011, che si è tenuta a fine Gennaio. Un interesse che è confermato da chi partecipa da anni alla fiera come espositore, ovvero le aziende italiane che hanno presentato i loro prodotti di qualità a Bratislava, quest’anno organizzati in uno stand comune della Camera di Commercio Italo-Slovacca. Pur non venendo da una grande tradizione gastronomica come quella italiana, ci fa notare uno degli espositori, sanno ben riconoscere e apprezzare bontà, profumi, qualità e proprietà nutritive e organolettiche dei prodotti promossi in fiera. Tra questi, gli olii monovarietali presentati dall’Oleificio Silvestri di Spinetoli (AP), quello che ha raggiunto il marchio Dop dell’olio tenero ascolano, “Olio molto fluido di colore verde tendente al giallo dal sapore armonico con un profumo caratteristico di frutta esotica”.

Ottimo riscontro è stato registrato anche per i vini piceni de “La Tenuta agrituristica il Crinale”, che hanno fatto letteralmente “girare la testa” con il famoso Rosso Piceno e Rosso Piceno Superiore, prodotti in un comprensorio molto ristretto. La ragione c’è, nel “Superiore” larga è la presenza del Sangiovese, accompagnato da Montepulciano e da Passerina e Trebbiano. Un  vino particolare che, nel colore, già invita l’occhio ad una gratificante contemplazione: un rosso rubino inconfondibile. Nel sapore, armonico, asciutto, sapido. Nella robusta gradazione (12°) e nell’invecchiamento (età ottimale di 2-5 anni) mostra le sue qualità. Per i vini a bacca bianca, un posto di grande rilievo meritano Passerina e Pecorino, due vitigni che sprigionano al meglio quelle caratteristiche superiori ottenibili solo nelle zone prettamente vocate alla viticoltura. Il Pecorino, un vitigno che da molti anni era stato abbandonato perchè troppo scomodo, in antichità veniva coltivato soltanto in montagna, sui Monti Sibillini, dove il terreno era meno fertile perchè più roccioso ma nello stesso tempo la scarsa resa dava un vino più profumato, intenso e colorato, come il latte delle “pecore” che brucano un’erbetta di montagna, più fresca e saporita. Da qui la storia ha voluto si chiamasse pecorino.

Da non sottovalutare la pasta di Campofilone, presentata dall’azienda De Carlonis che nasce con il maccheroncino, una pasta che è un vanto del paese di Campofilone, in provincia di Fermo, che dedica loro una notissima sagra. I maccheroncini sono strettissimi fili di pasta sfoglia tirata allo spessore di un velo, tagliati con coltelli molto affilati. Noti sin dal Quattrocento come “maccheroncini fini fini”, la loro caratteristica è l’elevato numero di uova presente nell’impasto: ben dieci per un chilo di semola di grano duro. La pasta, che si cuoce molto rapidamente, resta porosa, caratteristica che insieme all’estrema delicatezza dello spessore la rende ottima sia in brodo sia asciutta (il condimento caratteristico è un ragù di carne di pollo, vitello, maiale aromatizzato con noce moscata e spolverato di pecorino). Da notare che la pasta di Campofilone sta per ricevere la certificazione IGP (indicazione geografica protetta).

Presente poi nello stand anche l’azienda Pogna sro, che propone dalla sua sede in Repubblica Ceca una serie di prodotti della tradizione alimentare italiana, particolarmente per il settore Horeca nel quale è leader.

«In fiera», ci dice Giulio Ciaralli dell’Assessorato provinciale al Turismo di Fermo, osservatore attento e ricorrente, coordinatore del gruppo di aziende marchigiane, «ho visto una stragrande quantità di prodotti ispirati all’Italia, prodotti però da aziende ceche, slovacche, polacche.. tutte dirette a conquistarsi un posto nel mercato, clonare quei prodotti che solo con la maestria di una tradizione di piccole aziende a conduzione familiare possono celebrare l’inconfondibile fama dello stile italiano, tutto il resto si racchiude in un altrettanto inconfondibile “italian sounding”!». Per la prossima edizione gli espositori si augurano, prosegue Ciaralli, che sarà possibile organizzare con più calma la presenza italiana, con una maggiore attenzione alla coreografia, con immagini, fotografie di grande formato e quant’altro possa arricchire l’occhio, arricchendo le giornate di fiera con qualche incontro con operatori slovacchi specializzati, cosa che quest’anno non è stata possibile per il poco tempo disponibile.

(La Redazione)

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