Possibili aumenti del pedaggio autostradale per i mezzi pesanti

Secondo fonti vicine ai fatti, il Governo starebbe valutando la possibilità di aumentare le tariffe di transito dei mezzi pesanti per coprire parzialmente gli scarsi introiti della Società Nazionale delle Autostrade (NDS) che hanno tra l’altro reso difficile, l’anno scorso, l’entrata in funzione del sistema di pedaggio elettronico “Myto”. La NDS avrebbe chiesto al Ministero dei Trasporti la rielaborazione delle tariffe per consentire allo Stato un maggiore gettito, riscontrando però scontentezza da parte degli autotrasportatori che, per voce del presidente dell’Associazione dei trasportatori CESMAD, Pavol Jankovic, dichiarano: «se non verremo ascoltati e non troveremo altre soluzioni, dovremo passare a forme più radicali di protesta».

Il motivo principale dei paventati aumenti sarebbe la scarsa riscossione che non basta nemmeno per coprire le spese, e che quest’anno ha portato alla riduzione delle somme destinate alla costruzione di nuove tratte. Il Ministero delle Finanze ha approvato il cambio di destinazione dell’uso delle risorse soltanto a condizione che vengano aumentati gli incassi. Ciò apre la strada a due soluzioni: un utilizzo più efficace delle risorse disponibili o la revisione delle tariffe. In particolare, la seconda possibilità potrebbe rappresentare la minaccia di rincari. Il Ministero per ora ha garantito i prezzi solo per l’anno corrente, anche perché sarebbe illegale un aumento visto che si era impegnato a livello europeo a mantenere prezzi costanti per i primi due anni di introduzione del nuovo sistema. Significa che il primo termine papabile per eventuali aumenti è proprio il 2012.

Il portavoce del Ministero Martin Krajcovic dichiara che lo scopo della differenziazione delle tariffe dovrà servire non per fare cassa, ma per regolamentare lo scorrimento del traffico, perché la circolazione dei mezzi pesanti durante le ore di punta a prezzi più alti potrebbe avere come effetto il dirottamento del traffico in fascia notturna, che potrebbe essere notevolmente più economica. Secondo voci di corridoio gli aumenti potrebbero aumentare il costo medio di un km percorso in autostrada dagli attuali 0,20 euro a 0,22, con un rincaro di 8 euro per la tratta tra Bratislava e Kosice.

Secondo fonti vicine a CESMAD, gli autotrasportatori temono l’introduzione di tariffe differenziate a seconda della classe di emissione dei veicoli, con differenze nette tra veicoli Euro 0-2, 3, 4 e 5, in maniera simile agli Stati confinanti, ad esempio l’Austria, che rendono di fatto notevolmente più costosi i transiti effettuati con veicoli non ecologici. Gli autotrasportatori, anche in seguito alla perdurante crisi del settore, stanno rinnovando i propri parchi macchine a fatica e temono molto queste misure.

(L.R)

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