Coalizione: privatizzazione impianti di riscaldamento in stand-by, vedere caso per caso

I leader della Coalizione non hanno raggiunto una decisione sul destino delle aziende di riscaldamento statali. Il Premier Iveta Radicova ha detto che la vendita sarà valutata caso per caso, e conterà molto se si farà avanti qualche eventuale investitore strategico. Comunque, i Cristiano Democratici (KDH) non sono a favore della privatizzazione delle sei aziende di riscaldamento, che il Fondo di Proprietà Nazionale suggerisce di vendere perché improduttive e inefficienti. La questione rimane dunque aperta, anche se la Radicova ammette che le aziende hanno risultati economici preoccupanti e sono in ritardo di competitività. Il processo dovrebbe inoltre tener conto del parere di Bruxelles.

Durante il Consiglio della Coalizione di Lunedì si è anche discusso delle nomine politiche nelle società a parziale o totale controllo statale. La Radicova ha informato si parlerà di norme per regolare la selezione, la gestione e la remunerazione degli organi di gestione di queste società nel corso della sessione di Governo di oggi, Mercoledì. L’attuale sistema di nomine politiche, ha ammesso, si è rivelata un fallimento. I nuovi manager dovranno sottostare all’esame di commissioni di selezione in concorsi pubblici con regole precise. Inoltre, il Governo fisserà nuovi regimi retributivi.

Questo dibattito nasce dalla scia di uno scandalo sulle assurde cifre di indennità di licenziamento per i manager della TEKO Kosice, impianto di riscaldamento cittadino a partecipazione statale. Due top manager della società hanno ricevuto indennità di licenziamento di – rispettivamente – 100.000 e 90.000 euro anche se sono rimasti ai loro posti direzionali in TEKO per poche settimane o pochi mesi. L’ultimo di questi era stato nominato dal partito di Coalizione Libertà e Solidarietà (SaS), e tra i primi ad alzare la voce è stato il suo leader Richard Sulik, che con il Ministro dell’Economia ha intenzione di proporre di togliere qualunque TFR alle nomine politiche nelle aziende di Stato, o quantomeno di ridurle a cifre realistiche commisurate ai risultati e all’anzianità. La proposta potrebbe essere messa al voto presto ed entrare in vigore immediatamente, o al massimo entro Giugno.

I restanti cinque impianti di riscaldamento in questione sono situati a Bratislava, Trnava, Zilina, Martin (regione di Zilina) e Zvolen (regione di Banska Bystrica).

(Fonte TASR)

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