Rientrata una spedizione di slovacchi che hanno raggiunto il Polo Sud

Dopo aver marciato 200 km con gli sci attraverso l’ambiente antartico, quattro esploratori polari slovacchi ha raggiunto il Polo Sud agli inizi di Dicembre. Peter Valusiak, Robert Kukucka, Patrik Tkac e Pavol Barabas hanno dovuto combattere – tra le altre cose – con temperature intorno ai -40°C che sono tipiche dell’inizio dell’estate artica, ha detto Hana Vítkova dello Studio K2 all’agenzia TASR. Il viaggio degli esploratori è stato reso più difficile da cumuli di neve enormi e ad alta quota – 3.300 metri sul livello del mare.

La squadra è arrivata in volo alla base polare Novolazarevskaya ai primi di Novembre e, dopo un acclimatamento con salite sulla Terra della Regina Maud, caratterizzata per le sue formazioni di roccia tagliente che perforano gli strati di ghiaccio dell’Antartide. «Siamo stati favoriti dai buoni contatti con gli esploratori polari russi che ho stabilito due anni fa durante il mio tentativo di Trans-Antartica in solitaria», ha dichiarato il capospedizione Valusiak, sottolineando che, anche se il sole non è sparisce mai dall’orizzonte in questo periodo dell’anno in Antartide, il gruppo ha dovuto adattarsi a temperature molto basse. «Ognuno di noi aveva raggiunto il limite. La neve ti succhiava letteralmente fuori la forza. Le pesanti slitte hanno reso il viaggio attraverso i cumuli di neve molto difficile. Non ci potevamo nemmeno cambiare una t-shirt sudata con una asciutta, saremmo congelati. Dovevamo invece asciugarcele addosso, durante il sonno», ha detto Patrik Tkac, finanziere del gruppo J&T e maratoneta.

Il gruppo polare slovacco si è riuniti nel corso di una traversata con gli sci fino al Polo Nord nel 2008, utilizzando la via chiamata ‘variante Messner’. «Pensavo che questa marcia sarebbe stata più facile rispetto all’Artico, dove il gelo era combinato con una umidità al 100 per cento, ma nella parte finale, vicino al Polo Sud, l’altitudine ha complicato le condizioni, e questa combinazione ha scosso tutti», ha dichiarato Kukucka.

La spedizione ha avuto anche l’opportunità di vedere una vasta colonia di pinguini imperatore. «Ce n’erano migliaia, non avevano assolutamente paura. I maschi custodivano la prole di tre mesi di età, mentre le femmine vagavano per decine di chilometri verso il mare alla ricerca di cibo», ha detto Barabas, cameraman della spedizione e noto viaggiatore, avventuriero e regista slovacco di documentari “estremi”, realizzati in luoghi difficilmente accessibili.

(Fonte TASR, La Redazione)

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