Internet: il 31% nella UE ha preso virus nel 2010, Slovacchia e Italia indietro sulla sicurezza

Nel 2010 il 31% degli internauti dell’UE a 27 ha contratto un virus navigando su internet, nonostante l’84% dei naviganti avesse dotato il proprio computer di un antivirus. I tassi più alti si sono registrati in Bulgaria (58%), Malta (50%), Slovacchia (47%), Ungheria (46%) e Italia (45%). I più bassi in Austria (14%), Irlanda (15%), Finlandia (20%) e Germania (22%). È quanto emerge dai dati Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea, diffusi in occasione del Safer Internet Day che si terrà domani 8 Febbraio.

Tra chi nella UE-27 ha utilizzato internet negli ultimi 12 mesi, il 4% ha dichiarato di aver subito un abuso sulle informazioni personali e/o una violazione della sfera privata attraverso internet. Le quote più elevate si sono avute in Bulgaria e Spagna (entrambe 7%), Italia e Paesi Bassi (entrambe al 6%). Nello stesso periodo, il 3% degli utenti ha subito perdite finanziarie a causa di attacchi di phishing o pharming o un uso fraudolento delle carte di pagamento, con le quote più elevate registrate in Lettonia (8%), Regno Unito (7%), Malta e Austria (entrambi al 5%).

Per quanto riguarda il grado di sicurezza, una larga maggioranza di individui (84%) ha utilizzato un software per proteggere i loro computer. Tra gli Stati membri, le quote più alte di internauti “previdenti” si sono registrate nei Paesi Bassi (96%), Lussemburgo, Malta e Finlandia (91%), mentre le quote più basse sono state in Lettonia (62%), Romania (64%), Estonia (65%) e Italia (67%).

Ancora limitato, aggiunge Bruxelles, l’uso del “parental control”. Solo il 14% degli utenti che hanno bambini in famiglia aveva installato un “filtro infanzia”. La quota è più alta in Lussemburgo e Slovenia (25%), seguita da Francia (24%), Danimarca, Austria, Regno Unito (21%) e Finlandia (20%). L’Italia ha una delle quote più basse: 4%. Peggio hanno fatto solo Bulgaria (2%), Romania e Slovacchia (entrambe 3%). Tra tutti coloro poi che utilizzano internet e hanno bambini in casa, il 5% ha riferito di aver sperimentato l’accesso a siti web inappropriati o un collegamento con persone potenzialmente pericolose durante il collegamento ad un computer all’interno del nucleo familiare. Le percentuali più elevate, conclude l’Eurostat, sono state registrate in Italia (11%) e Lettonia (10%).

Sulla Slovacchia abbiamo pubblicato la scorsa settimana un sondaggio realizzato dal sito web bezpecnyinternet.sk (‘internet sicuro’), secondo il quale ben il 44% dei genitori slovacchi ammette di lasciare i loro figli navigare in internet senza alcun tipo di controllo, e solo un quinto di loro utilizzano una protezione per i contenuti web che possono essere nocivi per i loro figli. Un terzo dei genitori (contro la media europea del 5% che abbiamo visto sopra) hanno riferito di aver trovato i loro bambini mentre visionavano contenuti web inappropriati per i minori.

(Fonte Eurostat, TASR)

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