UniCredit: il piano di risanamento della Slovacchia è il più ambizioso nella CEE

Il piano di risanamento finanziario della Slovacchia prevede quest’anno la riduzione del deficit maggiore nell’area CEE, come risulta da un confronto dei Paesi dell’Unione Europea elaborato dagli analisti di UniCredit Bank. A parte l’Estonia, il cui disavanzo è decisamente sotto al 3% del PIL, tutti gli altri Paesi hanno programmi di riduzione del disavanzo pubblico. Il piano più ambizioso di consolidamento nel 2011 è quello della Slovacchia, attualmente stimato in un taglio che vale il 2,9% del PIL, afferma l’economista senior di UniCredit Vladimir Zlacky. Alla Slovacchia seguono Lettonia, Romania e Lituania, che come la Slovacchia hanno avuto nel 2010 un disavanzo elevato. Più moderate manovre – e ambizioni – di risanamento sono riscontrate in Germania, Regno Unito e Ungheria.

Gli analisti ricordano che il ritmo piuttosto rapido di consolidamento in un orizzonte di breve termine rallenterà moderatamente l’economia slovacca, perché il pacchetto di austerità ridurrà il potere d’acquisto della gente. La stabilizzazione delle finanze pubbliche, però, avrà influsso positivo sul profilo di rischio del Paese e i tassi di interesse pagati dallo Stato per la copertura del servizio del debito ne risentiranno positivamente. Il denaro risparmiato grazie agli interessi più bassi possono essere usati per ridurre le tasse e gli oneri sulle retribuzioni, o per investimenti in infrastrutture e formazione, propone Zlacky.

Il consolidamento fiscale si è reso necessario, dopo lo sviluppo negativo del disavanzo dei due anni precedenti, per la sostenibilità delle finanze pubbliche. Come regola, finanze pubbliche sane e debito basso sono i presupposti per una prosperità economica duratura, ha aggiunto Zlacky.

Il Ministero delle Finanze slovacco ha confermato l’obiettivo del Governo di ridurre il disavanzo pubblico dello scorso anno (da quasi l’8%) al 4,9% del PIL. Un’altra serie di musure sono nell’ottica del Ministero per far sì che il debito rientri sotto il 3% del PIL entro il 2013, misure che dovrebbero essere rese note in Aprile.

(Fonte webnoviny)

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