La disoccupazione crescerà per i licenziamenti nella Pubblica amministrazione

Il tasso di disoccupazione in Slovacchia sta per essere spinto su dai licenziamenti che saranno portati a compimento nel settore della Pubblica amministrazione, mentre nel settore privato la previsione va verso il basso, ha detto ieri a Tasr l’analista Michal Musak di Slovenska Sporitelna. Il numero dei disoccupati dunque dovrebbe continuare a crescere nei mesi invernali. «Ma mi aspetto una graduale diminuzione a Marzo», ha detto Musak.

La Slovacchia dovrà attendere qualche anno per ritornare ai valori pre-crisi. «In vista della ripresa economica relativamente a rilento, si può ritenere fondata la preoccupazione che il tasso di disoccupazione vada a ridursi un po’ più lentamente di quanto non sia aumentato tra l’estate del 2008 e la primavera del 2010», ha affermato l’economista di Volksbank, Vladimir Vano.

David Derenik di UniCredit pensa che il tasso di disoccupazione in Slovacchia possa raggiungere il livello record più basso del 7,3% solo nel 2017. «Efficaci riforme nella legislazione del lavoro e il sostegno per la riqualificazione dei disoccupati di lungo periodo potrebbero contribuire ad accelerare questo processo», ha detto.

Nella legge di bilancio approvata a Dicembre, il Governo si è sforzato di adottare tagli sul fronte della spesa per quanto possibile, includendo la riduzione degli stipendi del 10% ai dipendenti della Pubblica amministrazione, oltre che per i deputati e i funzionari dello Stato come la magistratura, e allo stesso tempo con l’obiettivo di una diminuzione della forza lavoro a carico dello Stato che, nelle intenzioni, dovrebbe raggiungere pure il 10%, ma nella pratica sarà molto più complicato da attuare. Nel frattempo, però, già alcuni dicasteri hanno cominciato a preparare le liste di esuberi, a cominciare per esempio dal Ministero degli Interni, e la sua controllata amministrazione delle Dogane, con 1.700 licenziamenti in programma. Altri Ministeri hanno in conto notevoli tagli di personale, e anche organizzazioni come la previdenza sociale Socialna Poistovna, che nel giro di tre anni lascierà a casa quasi 900 dipendenti.

Ci sono poi qualcosa come 4.200 dipendenti che rischiano il licenziamento nelle tre compagnie ferroviarie a partecipazione statale, che oggi contano in totale 32.000 lavoratori, esuberi che dovrebbero diventare operativi con tutta probabilità nel mese di Febbraio.

Sul fronte di chi cerca lavoro, del resto, si riscontra oggi un moderato interesse per un impiego nello Stato, solo il 5% dei disoccupati hanno infatti dimostrato interesse nelle offerte di lavoro nell’amministrazione statale, in base ad una ricerca del portale Profesia.sk del mese di Novembre. Non ultimo nella scala delle ragioni, il fatto che gli stipendi dello Stato non siano poi così allettanti.

(Fonte TASR)

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