SaS: Chiese finanziate da detrazioni volontarie sulle tasse dei credenti, non dallo Stato

Il partito della Coalizione Libertà e Solidarietà (SaS) vorrebbe aprire la questione del finanziamento della Chiesa­, scrive il quotidiano Pravda ieri. Sulla pagina di Facebook del partito si legge che vorrebbero cambiare il sistema di finanziamento già nel corso di questa legislatura. La posizione sulla faccenda del presidente di SaS Richard Sulik è ben nota, egli auspica passi che porterebbero a «una maggiore indipendenza della Chiesa», anche se non vede la completa separazione della Chiesa dallo Stato come reale.

La discussione dovrebbe, secondo SaS, durare un anno, un anno e mezzo. Il Ministro della Cultura Daniel Krajcer (SaS), responsabile della materia, ricorda che la promessa di aprire questa discussione è parte del Manifesto di programma del Governo, e lui ha già discusso l’argomento con i rappresentanti di alcune Chiese in Slovacchia, e intende continuare nei colloqui.

Anche se il partito non ha per il momento proposto un modello di finanziamento, alcune idee di base sono già apparse sui media. Secondo le informazioni pubblicate, il partito penserebbe a un modello nel quale siano i credenti che, su base volontaria, detrarrebbero l’1% dalla loro imposta sul reddito (del 19%) per la “loro” Chiesa o comunità religiosa.

L’attuale sistema, invece, finanzia le Chiese con i soldi di tutti i contribuenti, compresi quelli che non si identificano con nessuna Chiesa, e il contributo raggiunge i 40 milioni di euro all’anno, dei quali oltre la metà va alla Chiesa Cattolica, e circa il 10% alla Chiesa Evangelica.

(Fonte Pravda)

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