La strage di Devinska Nova Ves presto nei cinema slovacchi

Fra poco, forse un mese, sarà presentato nei cinema in Slovacchia un documentario sulla tragica sparatoria avvenuta lo scorso Agosto nel distretto di Bratislava-Devinska Nova Ves, che portò la Slovacchia all’attenzione dei media internazionali. La vicenda, in breve, ha visto un uomo, il 48enne Lubomir Harman, sparare a una famiglia di vicini, e poi proseguire gli spari per strada, uccidendo 7 persone e ferendone altre 15, prima di spararsi in testa quando è stato circondato dalle forze speciali di Polizia, che lo avevano ferito al petto, una ferita che forse poteva essergli comunque fatale.

La Polizia comunicò se sembrava che l’uomo fosse pronto a una fuga e a una lunga resistenza, dato che portava con sé almeno otto caricatori per il fucile d’assalto che ha usato nell’attacco, oltre a cinque altri caricatori per due pistole, che non sono state usate. In ogni caso, il capo della Polizia Jaroslav Spisiak escluse l’idea che l’attacco fosse premeditato, soprattutto se si pensa che le armi erano in possesso dell’uomo da tempo, che non aveva mai avuto precedenti di nessun tipo, e nemmeno aveva denunciato la famiglia che poi ha sterminato. La famiglia in questione, in un primo tempo definita “rom” con lanci dei media internazionali che hanno parlato di strage razzista, solo alcuni membri erano di etnia rom, ma era abbastanza chiassosa e riceveva spesso visite, ed era stata in passato denunciata per schiamazzi. I media in quei giorni fecero un quadro invece più inquietante della famiglia, che risultava molesta a tutti i vicini, e il Partito Nazionale Slovacco (SNS) ha notato che l’aver ignorato i problemi da parte delle autorità ha poi portato come conseguenza a quello che è successo.

La questione portò in breve il Ministro degli Interni Daniel Lipsic a presentare una proposta di legge per inasprire le regole per il possesso di armi, condivisa anche dall’opposizione.

Il quotidiano Sme ha scritto ieri dei registi Gejza Dezorz e Jozef Palenik, che stanno al momento finendo il monstaggio del film sulla strage, e promettono sorprese. «Abbiamo informazioni che il defunto (Lubomir) Harman era veramente terrorizzato [dai vicini]», ha detto Dezorz parlando dei possibili motivi dell’aggressore. I produttori del filmato non hanno avuto accesso ai documenti della Polizia, e hanno potuto soltanto fare indagini proprie. E sottolineano che, nonostante i media avessero dato il movente razziale come motivo scatenante, loro invece credono che sia stata in qualche modo responsabilità degli organi dell’amministrazione dello Stato. Secondo il documentario, le autorità non sono in grado di trattare correttamente le denunce dei cittadini, e non comunicano efficacemente tra di loro. Il documentario dovrebbe rivelare i problemi di Harman con i vicini, che erano aperti da tempo e che possono avere portato a questo tragico finale.

(Fonte Sme, La Redazione)

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