I giudici non accettano riduzione 10% stipendi, ricorreranno a Corte Costituzionale

I giudici stanno protestando contro un taglio del 10% nei loro salari, che è stato introdotto dalla Coalizione da nuovo anno come parte del pacchetto di austerità che, nelle intenzioni, dovrebbe portare il deficit statale sotto il 3% del PIL entro il 2013. Se il Parlamento non cancella quest’iniziativa, i giudici hanno intenzione di rivolgersi alla Corte Costituzionale. Hanno già inviato una petizione ai parlamentari, firmata da oltre 200 giudici, ovvero circa uno su sei. «Non è una questione di soldi, ma di principio», ha detto al quotidiano Hospodarske Noviny Katarina Javorcikova, il giudice che ha avviato la petizione.

Il Ministro della Giustizia Lucia Zitnanska (SDKU-DS) non vuole però cedere. Il suo messaggio ai giudici è: “siamo in crisi, tutti devono stringere la cinghia”. Lo stipendio base di un giudice è di circa 2.000 euro al mese. Anche Ministri e deputati dovranno abituarsi a salari più bassi.

D’altra parte, la Corte Costituzionale ha sentenziato nel 2007 che i salari dei giudici «dovrebbe essere una somma stabile e non manipolabile». Se i giudici avranno successo con la loro iniziativa, lo Stato dovrà pagare retroattivamente il 10% degli stipendi che avranno perso.

(Fonte HN)

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