Al Trieste Film Festival un omaggio a Dusan Hanach

Omaggio, al Trieste Film Festival che si svolge a partire da Giovedì 20 Gennaio, al noto regista slovacco Dusan Hanach, al quale verrà dedicata una rassegna di quattro dei suoi film più riusciti. Il 22° Festival Internazionale del Cinema Italiano e dell´Europa Centrale e Orientale, questo il sottotitolo della kermesse cinematografica, prevede la proiezione dei film: „322“, „Papierove hlavy/Teste di carta“, „Obrazy stareho sveta/Immagini dal Mondo Vecchio“, „Ruzove sny/I Sogni Infranti-Vedere tutto rosa“. Un omaggio al “cinema vero” di un maestro della cinematografia slovacca, grande documentarista, autorevole rappresentante della “nova vlna”, autore critico e scomodo per il regime che per anni ha congelato le sue opere di denuncia, tra cui i quattro film che verranno mostrati in questa rassegna. Sensibile pittore e fotografo, oggi Hanak insegna presso la Facoltà di Cinema e Televisione dell’Università di Bratislava.

Hanak è stato premiato lo scorso Giugno a Bratislava con il riconoscimento della seconda edizione del premio letterario “Elsa Morante-Cinema-Bratislava”, realizzato con lo sforzo della direttrice dell’Istituto di Cultura italiano a Bratislava, Teresa Triscari, nell’ambito del festival italiano Dolce Vitaj. La motivazione del premio ricordava «le ricostruzioni storiche, sociali e psicologiche presenti nei suoi film, la poesia soffusa e musicalmente toccante del film “Il tempo dei gitani è tornato” che magistralmente si coniuga a una sottile ironia, per la sua attenzione nei riguardi della scuola cinematografica italiana e dei suoi Maestri».

La rassegna di Trieste è stata resa possibile grazie alla collaborazione dell’Istituto Nazionale del Cinema di Bratislava, l´Associazione Culturale Alpe Adria Cinema di Trieste e Ambasciata e Istituto Slovacco. Di seguito il calendario dei film.

Domenica 23 Gennaio, ore 18:30, Teatro Miela
Ruzove sny (I Sogni Infranti-Vedere tutto rosa)
Cecoslovacchia 1976, 35mm, col., 82′, v.o. cecoslovacca
Il postino Jakub e la zingara Jolanka si innamorano, ma devono affrontare l’incomprensione, il pregiudizio e l’ingiustificata preoccupazione sia dei genitori che degli amici di entrambi. La loro relazione finisce, ma entrambi ne escono nella convinzione che, come dice lo zio di Jakub, “devi rinascere ogni giorno”. Nessuno dovrebbe sentirsi appagato, ognuno dovrebbe continuare a cercare dei motivi per essere felice e, dopo ogni caduta, rialzarsi.

Lunedì 24 Gennaio, ore 17:00, Cinema Ariston
Martedì 25 Gennaio, ore15:30, Teatro Miela/sala video
Papierove hlavy (Teste di carta)
Repubblica Slovacca 1995, 35mm, col., 96′, v.o. ceca, slovacca
Un film che analizza lo sviluppo del totalitarismo in Cecoslovacchia, sia presentando il punto di vista dei singoli che lo subirono, cechi e slovacchi, sia affrontando il tema del diritto universale e inalienabile alla libertà. Le interviste a cittadini normali, scelte in modo da riassumere e classificare le assurdità kafkiane che hanno strutturato le loro esistenze dopo il 1945, vengono messe a confronto con materiale d’archivio dei film di propaganda comunista, che mostrano la versione ufficiale di quello che era la vita nel “paradiso dei lavoratori”.

Mercoledì 26 Gennaio, ore 16:00, Cinema Ariston
322
Cecoslovacchia 1969, 35mm, b-n, 93′, v.o. cecoslovacca
Un uomo di mezza età, il cuoco Lauko, va a farsi visitare. Il medico, che gli diagnostica un tumore, non gli dice nulla e si limita a dichiararlo inabile al lavoro. Piano piano, Lauko si abitua ai suoi nuovi ritmi di vita e comincia a rivalutarla.

Mercoledì 26 Gennaio, ore 19:00, Cinema Ariston
Obrazy stareho sveta (Immagini del vecchio mondo)
Cecoslovacchia 1972, 35mm, b-n, 70′, v.o. cecoslovacca
Quando a Dusan Hanak venne offerto di realizzare un film sul lavoro di Martin Martincek (1913-2004), uno dei più grandi fotografi slovacchi, e su 5 serie fotografiche da lui dedicate al villaggio rurale di Liptov e ai suoi anziani abitanti, il regista colse subito l’occasione per dare dell’opera dell’artista una sua personale interpretazione. Quello che ne nasce è una ricreazione del loro mondo attraverso la pellicola, una polifonia di storie su degli anziani che sembrano vivere ai margini della società.

(La Redazione)

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