Addio a Jiri Dienstbier, Ministro degli Esteri in Cecoslovacchia dopo la Rivoluzione

Jiri Dienstbier, 73 anni, leader anti-comunista ceco, primo Ministro degli Esteri della Cecoslovacchia dopo il crollo del regime nel 1989, è scomparso Sabato a Praga in ospedale dopo una grave malattia. Dienstbier era un simbolo dei cambiamenti sociali rivoluzionari del 1989. È diventato membro del primo Governo post-comunista cecoslovacco, e, come Ministro degli Esteri, ha simbolicamente tagliato il filo spinato al confine con la Germania e l’Austria nel Dicembre 1989. Dopo aver lasciato il posto nel Governo, nel 1992, si è dedicato ai diritti umani nella ex Jugoslavia come inviato delle Nazioni Unite. Diestbier sarà ricordato da molti come un politico degno di fiducia e rispetto.

Tra coloro che lo piangono viè anche il diplomatico slovacco Miroslav Lajcak, già Ministro degli Esteri nella seconda parte del Governo di Robert Fico (2008-2010), e ora direttore del nuovo European External Action Service (EEAS) dell’UE per la regione dei Balcani occidentali, zona nella quale già aveva servito come Alto Rappresentante UE. La sua morte è una notizia triste, ha detto Sabato il diplomatico slovacco. «Ho stima e simpatia per lui, i suoi atteggiamenti e le sue opinioni […]. Sono stato in contatto con lui anche di recente. Era una di quelle persone che hanno influenzato la mia vita. Mi mancherà», ha detto Lajcak. Gli inizi della carriera diplomatica di Lajcak sono strettamente legati a decisioni prese da Dienstbier. Già nei primi anni Novanta, il politico ceco decise che Lajcak avrebbe lavorato all’Ambasciata cecoslovacca a Mosca, piuttosto che a Belgrado come già previsto, cosa che Lajcak ha definito una «mossa fortunata».

(Fonte RSI)

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