Controlli a tappeto nella GDO in Slovacchia per le diossine tedesche

L’Amministrazione Alimentare e Veterinaria Statale della Repubblica Slovacca ha annunciato lo scorso Venerdì, per mezzo del portavoce Milan Matus, che per far fronte all’emergenza diossina presente in alimenti di provenienza tedesca, in prevalenza carni e uova, non si concentrerà soltanto sulla grande distribuzione tedesca, ma estenderà le sue ricerche a tutte le catene commerciali presenti sul mercato slovacco. «Controlleremo tutti quei prodotti che potrebbero corrispondere ai criteri di ricerca assegnati a questo caso. Non ci soffermeremo soltanto ad una catena commerciale, le controlleremo tutte», ha dichiarato a Tasr. «Attenderemo altre informazioni, necessarie per l’analisi del rischio, e poi agiremo di conseguenza», ha proseguito Matus, ricordando che in Slovacchia la diossina è monitorata costantemente con l’analisi di campioni prelevati dalla grande distribuzione. «Effettuiamo il monitoring degli alimenti e dei prodotti destinati alla trasformazione, quindi, nel caso si riscontrasse la presenza di sostanze nocive, ne verremmo a conoscenza, e questo anche per quanto riguarda i generi alimentari di provenienza slovacca».

Secondo le informazioni dell’AVS sono state riscontrate tracce di diossine in mangimi tedeschi. «Sono in primo luogo esposti a rischio gli animali alimentati con questi mangimi, mentre i livelli di sostanze nocive nell’alimento finale sono inferiori», ha specificato il portavoce. Un produttore di mangimi della regione Slesia-Holstein ha utilizzato una sostanza contenente diossine come additivo nel mangime prodotto. In seguito allo scoppio dello scandalo in Germania, circa 1000 fattorie della Bassa Sassonia hanno ricevuto l’ordine preventivo di fermare le vendite dei propri prodotti  di pollame. Circa 8000 polli sono stati abbattuti in seguito al rinvenimento delle diossine nei loro mangimi. Nella regione di Soest hanno tolto dal ciclo produttivo 80.000 chiocce. Il divieto temporaneo di produzione di uova e pollame non è ancora stato interrotto, visto che nella Germania orientale sono già state consumate almeno 55 tonnellate di mangime contaminato.

(Fonte TASR)

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