Gasparovic nel saluto di Capodanno: la Slovacchia senza Euro sarebbe perdente

Il presidente slovacco Ivan Gasparovic, nel suo discorso di Capodanno che rimarca anche la Festa della Costituzione della Repubblica Slovacca, ha espresso il suo disaccordo con i dubbi che sono stati avanzati in Slovacchia sulla bontà dell’Euro. «Anche se non posso valutare con certezza quali difficoltà avremmo dovuto affrontare oggi senza l’Euro, forse con la nostra moneta saremmo risultati perdenti come runner solitari sul difficile cammino della crisi economica», ha detto Gasparovic, ritenendo che è meglio affrontare i problemi insieme. Il Presidente ha anche ricordato che non è stato facile per la Slovacchia diventare membro dell’Eurozona. «Non dimentichiamo che il Paese ha guadagnato un gran numero di posti di lavoro e di produttività, che generano un bel Prodotto Interno Lordo stabile, soprattutto grazie all’Euro», ha sottolineato Gasparovic. Per questo, ha detto, «dobbiamo assicurarne la sua sostenibilità».

Gasparovic si riferiva alle recenti dichiarazioni del Presiedente del Parlamento Richard Sulik, che aveva detto che «è tempo per la Slovacchia di smettere di credere ciecamente a ciò che i leader dell’Eurozona dicono, e preparare un piano B» di uscita dall’Euro. In seguito alle polemiche, che hanno avuto una eco europea, Sulik ha difeso il suo diritto, anche da Presidente del Parlamento, di esprimere quella che ha definito una sua opinione personale.

Gasparovic ha poi chiesto ai politici – a prescindere dalla loro appartenenza – di unirsi compatti nel disegno di una riforma del settore giudiziario slovacco, cosa che dovrebbe, secondo lui, diventare un obiettivo reale per tutti nell’anno 2011. «Nessuno da fuori verrà a riordinare il nostro Stato […]. Noi tutti siamo responsabili, noi che siamo in politica», ha dichiarato.

Gli investimenti stranieri, ha poi detto, sono molto importanti per la Slovacchia. «Siamo felici di ogni singolo investimento», ha specificato, ma al tempo stesso si è chiesto non sia un pericolo far dipendere così tanto l’occupazione e l’economia slovacca dagli interessi stranieri. E ha spronato gli slovacchi a offrire i loro cervelli per l’innovazione e  a puntare sui valori dell’istruzione e della cultura. «Perché i nostri giovani con diplomi universitari non sono più così richiesti?», si chiede, auspicando d’altronde «una nuova qualità di responsabilità» nel Paese.

I risultati che sono stati raggiunti in materia di affari esteri negli ultimi anni, ha poi puntualizzato, dovrebbero essere fonte di vero e proprio orgoglio civico. «I successi dei diplomatici [slovacchi], attivi o in procinto di esserlo nel nuovo Servizio di Azione Esterna dell’Unione Europea, rientrano tra i fiori all’occhiello degli affari esteri della Slovacchia. Questa è una grande sfida, che mette sotto esame la qualità della nostra gente, e noi tutti ne siamo orgogliosi», ha detto Gasparovic, riferendosi tra le righe anche all’incarico dato appena due settimane fa all’ex Ministro degli Esteri Miroslav Lajcak di direttore per i Balcani occidentali (l’ex Alto Commissario).

Gasparovic trova la posizione internazionale della Slovacchia paragonabile a quella di altre democrazie europee. «Siamo un partner alla pari e affidabile, non solo per i nostri vicini, ma anche per l’Unione Europea e tutta la comunità globale», ha sottolineato.

Gasparovic ha elogiato l’impegno della Slovacchia nella politica estera nel corso del 2010, definendolo importante, e aggiungendo che questo è il motivo per cui ha intensificato la sua attività all’estero come Capo dello Stato, non dimenticando di ricordare che il dislocamento di soldati slovacchi nelle missioni di pace internazionali (Afghanistan, Cipro e altre, mentre dal Kosovo di sono ritirati a Novembre) è di fondamentale rilevanza non solo per «la tutela dei valori democratici e della sicurezza internazionale», ma anche per la posizione della Slovacchia nel mondo.

A chi come noi ha osservato il discorso del Presidente, è dispiaciuto – non poco – che ancora una volta a tante belle parole sulla bontà dell’Euromoneta e dell’Unione Europea non si affianchi, e sarebbe ora, un semplice simbolo che praticamente tutti gli altri Paesi europei mostrano in simili occasioni: la bandiera dell’Unione Europea, quel bel vessillo blu con le dodici stelle color oro che, da Napolitano a Wulff (Germania) e Merkel, da Zapatero a Sarkozy utilizzano in ogni occasione ufficiale, affiancata alla bandiera nazionale. E se non ci può aspettare che un antieuropeo come il Presidente ceco Vaclav Klaus mostri il simbolo dell’Europa (anche se da ieri l’altro il suo Paese è a capo dell’UE: … strano destino), il suo Primo Ministro però lo usa nelle occasioni di protocollo, anche se non con continuità. Anche il Primo Ministro slovacco, Iveta Radicova, ne fa uso, pur senza esagerare. In alcuni incontri ufficiali bilaterali, per esempio, non lo si è visto. Riteniamo che sarebbe ora che anche Gasparovic facesse il suo bravo “endorsement” (potremmo anche chiamarlo “outing”), confessando così finalmente e pubblicamente anche dal punto di vista formale di essere felice che il suo Paese sia parte di quell’organizzazione senza la quale la Slovacchia non sarebbe quella che è ora.

(Fonte Ufficio del Presidente della Repubblica, La Redazione)

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google