Lo spedizioniere del camion fermato in Turchia denuncerà la Polizia slovacca

La società di spedizioni ceca J&M PAVLAT intende presentare nel nuovo anno una denuncia nei confronti delle autorità slovacche, e chiedere un risarcimento dei danni provocati dal fermo del suo camion e dell’autista Zdenek Pekara, che è stato arrestato in Turchia nel corso di una operazione internazionale antidroga della Polizia slovacca, che è finita in un pasticcio. Il capo della società, Martin Pavlat, ha informato ieri i media della sua decisione di «presentare una denuncia penale quale reazione alle dichiarazioni rilasciate dal presidente del Corpo di Polizia slovacco [Jaroslav Spisiak] e dal Ministro dell’Interno [Daniel Lipsic] in una conferenza stampa Mercoledì, che hanno grossolanamente infangato la reputazione della nostra azienda e dei nostri partner nazionali ed esteri», ha detto.

Il camion in questione, come abbiamo scritto ieri, è stato seguito dalla Polizia slovacca dalla cittadina di Dunajska Streda (regione di Trnava) fino ad Istanbul nel corso di un’operazione internazionale di Polizia volta ad arrestare una banda di trafficanti di droga. Il camion trasportava, all’insaputa del conducente, sostanze di contrabbando utilizzate nella produzione di eroina. Il materiale, che è considerato instabile e potenzialmente esplosivo, avrebbe dovuto incastrare i malavitosi, ma questo non è avvenuto, anzi, l’autista del camion è stato arrestato e ha dovuto trascorrere quattro giorni in un carcere turco. Il Ministro Lipsic e Spisiak hanno però difeso l’operato della Polizia slovacca, accusando di rozzi errori le autorità turche, che non avrebbero rispettato gli accordi. A sentire Spisiak, la Slovacchia aveva raggiunto accordi con le autorità di sette Paesi per portare a termine l’operazione di investigazione, e nonostante sia andata male due membri della banda con base in Slovacchia sono stati arrestati.

L’ex Ministro degli Interni Robert Kalinak ha accusato la corrente gestione del Ministero, affermando di avere informazioni che il contatto della Polizia slovacca con i colleghi turchi era piuttosto precario; il collegamento infatti sarebbe stato perso il giorno dopo la partenza del camion dalla Slovacchia. Sarebbe dunque stato meglio sospendere l’operazione, senza mettere in pericolo l’ignaro autista, che peraltro ha trasportato materiali pericolosi su un mezzo non adatto, rischiando la sua salute e quella di altri durante il viaggio di quattro giorni. L’autista è stato incarcerato a Istanbul dal 24 al 28 Dicembre.

(Fonte TASR)

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