Zitnanska: pubblicazione sentenze online non sarà valida per i reati contri i bambini

Il Ministro della Giustizia Lucia Zitnanska (SDKU-DS) ha espresso Lunedì la sua convinzione che i parlamentari siano consapevoli del significato delle modifiche incluse nell’emendamento presentato alla legge sulla magistratura, che si augura sarà approvato di nuovo dall’Assemblea a seguito del veto posto dal Presidente Ivan Gasparovic il 23 dicembre.

«Sono rammaricata che, nonostante vada sostenendo di preoccuparsi di cambiare il sistema giudiziario, il Presidente ha rimandato la legge al Parlamento e non ha sostenuto l’apertura della magistratura al controllo pubblico», ha detto il Ministro. La normativa introduce, tra l’altro, l’obbligo di rendere pubbliche le sentenze dei giudici e la selezione degli stessi per mezzo di procedure trasparenti, dando maggior peso agli anni di esperienza dei magistrati, piuttosto che alla loro età, nelle considerazioni per la promozione di un giudice a una Corte di livello superiore.

Alle parole della Zitnanska aveva subito ribattuto il Presidente di entrambe la Corte Suprema e il Consiglio Giudiziario, l’ex Ministro della Giustizia Stefan Harabin, affermando che la magistratura, uno dei pilastri principali della democrazia, è paralizzato, e la nuova normativa produrrà seri danni all’esecutorietà della legge. «Chiunque, anche – per assurdo – una persona condannata per omicidio, può decidere di prendere in giro lo Stato chiedendo che gli vengano fornite tutte le sentenze emesse dai giudici a partire dal 2006, portando al collasso del sistema giudiziario», ha detto. «Questa assurdità potrebbe costare milioni di euro allo Stato. Allo stesso modo, trovo perverso pubblicare sentenze riguardanti cause per alimenti, divorzi o violenze sui bambini».

Secondo Harabin, l’obbligo dei giudici di rendere pubblica la loro decisione non dovrebbe applicarsi alle sentenze passate. Inoltre, devono essere fissati criteri chiari per evitare che siano violati i diritti dei bambini e delle vittime di reati. Stabilire almeno una quota simbolica per ottenere una specifica sentenza, ha precisato Harabin, eviterebbe un uso scorretto della pratica. Non ha invece obiezioni per quanto riguarda la disponibilità dei verdetti sulle controversie legali, amministrative o commerciali, salvo quelle che coinvolgono segreti commerciali.

Rispondendo indirettamente ad Harabin, il Ministro Zitnanska ha affermato ieri che, anche se viene superato il veto del Presidente con un nuovo voto del Parlamento, la disposizione sulla pubblicazione delle sentenze sul web a partire dal 2012 non si applicherà in tutti i casi. «Per i procedimenti giudiziari che non sono pubblici, le decisioni giudiziarie e il loro accesso possono essere limitati», ha detto, aggiungendo che il Governo introdurrà una norma specifica per cui non sarà obbligatorio pubblicare alcuni tipi di sentenze su internet, come, in particolare, quelle che toccano i diritti dei bambini, oppure quelle riguardanti segreti commerciali o informazioni riservate.

(Fonte TASR)

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