Ministro dell’Ambiente presenta denuncia contro Interblue Group

Il Ministro dell’Ambiente Jozsef Nagy (Most-Hid) ha presentato Martedì una denuncia penale contro i rappresentanti della società statunitense Interblue Group per sospetta frode. Nel 2008 Interblue Group ha acquistato 15 milioni di tonnellate di quote di emissione della Slovacchia per 75 milioni di euro, al prezzo di 5,05 euro per tonnellata. L’allora opposizione – oggi al Governo – aveva sostenuto che tale somma era circa la metà di quanto avrebbe dovuto essere. Inoltre, un euro in più per ogni tonnellata avrebbe dovuto essere pagato dalla società per progetti verdi, ma così non è stato. Il manager di Interblue Jana Luetken dice che i progetti non sono stati ben definiti, e che la società non dovrà versare l’importo eccezionale di 15 milioni di euro alla Slovacchia.

«Presentiamo la denuncia per il rifiuto di versare i 15 milioni previsti al Ministero dell’Ambiente», ha detto Nagy ai giornalisti, bollando il ragionamento di Interblue come specioso. «È attualmente in corso un procedimento nei confronti di ignoti per la vendita delle quote di emissione che si è rivelata svantaggiosa per il Paese, ma noi pensiamo, dato che la causa si trascina ormai da un anno e mezzo, che sarà molto difficile dimostrare la non saggia decisione dello Stato – perché la vendita non è avvenuta in borsa, ma con negoziati privati», ha dichiarato Nagy. Un’ulteriore complicazione è che l’azienda ha cessato nel frattempo di esistere, mentre una società simile, la Interblue Group Europe con sede in Svizzera, sostiene di essere il suo successore legale.

Alla domanda se si aspetta davvero che Interblue paghi i 15 milioni di euro, Nagy ha risposto negativamente, ha però specificato che «non possiamo lasciarli andare, perché questo può diventare un precedente che potrebbe motivare altri per evitare l’assunzione di una responsabilità anche minima», ha dichiarato.

Il Ministro Nagy ha inoltre riferito che i Ministri dell’Ambiente dei quattro Paesi di Visegrad (Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia) la scorsa settimana a Bruxelles hanno concordato la vendita delle quote di emissione in completo coordinamento tra di loro e con uno scambio di informazioni sugli acquirenti.

(Fonte TASR)

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