Ministro Interni, asilo a 100 rifugiati: anche in Slovacchia non c’erano democrazia e libertà

Il Ministro Daniel Lipsic, insieme con Lim Wei Meng dell’Ufficio dell’Alto Commissario ONU per i rifugiati con sede a Ginevra, e Zuzana Vatralova dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, hanno firmato un accordo a Bratislava ieri per fornire alloggio temporaneo per 100 rifugiati in Slovacchia. «È in qualche modo il pagamento di un debito per la Slovacchia, perché anche noi, in passato, abbiamo vissuto in un’epoca di mancanza di libertà. Un’era in cui i diritti di molti sono stati negati e molti nostri connazionali sono emigrati in altri Paesi. Così abbiamo il dovere anche di cercare di aiutare quelle persone la cui vita o libertà potrebbero essere a rischio. È un nostro obbligo morale», ha detto Lipsic dopo la firma del documento.

I rifugiati – dei quali ancora non si conosce la provenienza – saranno alloggiati presso il centro di accoglienza di Humenne (regione di Presov). Il loro soggiorno, di sei mesi, avrà un costo di circa 140.000 euro, dei quali la Slovacchia ne coprirà una parte attraverso il bilancio del Ministero dell’Interno, mentre il resto proviene da fondi europei.

La Slovacchia ha fornito nel 2009 asilo politico temporaneo a profughi palestinesi, famiglie con bambini, di minoranze etniche della zona di Baghdad.

(Fonte TASR)

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