L’elettricità per le abitazioni aumenterà del 4,82% nel 2011

Il motivo del rincaro dell’energia elettrica domestica viene indicato nella politica di sostenimento delle energie rinnovabili, con i relativi costi che aumenteranno, nell’anno prossimo, del 527%. Ciò porterà ad un aumento del costo dell’energia erogata agli utenti finali, stimato al 4,82% secondo il comunicato dell’Autorità di Regolamentazione delle Immissioni in Rete (URSO). «La tariffa media di gestione della rete elettrica aumenterà nell’anno prossimo di 8,5 euro a megawattora. Tale aumento si ripercuoterà sui prezzi finali per le abitazioni», ha dichiarato il portavoce dell’Autorità Miroslav Luptak.

Leader del mercato nelle energie “verdi” è il fotovoltaico, di cui abbiamo già trattato in precedenza. «URSO ha più volte avvisato, durante l’anno passato, dell’effetto negativo che potrebbe avere l’enorme crescita delle centrali fotovoltaiche sul prezzo dell’elettricità al consumatore», prosegue Luptak. Secondo URSO, la recente legge sul sostegno delle energie rinnovabili, che ha notevolmente frenato in particolare il fotovoltaico, ha scongiurato aumenti maggiori. «Se si fossero costruite tutte le centrali in fase di pianificazione, il prezzo finale al consumatore sarebbe cresciuto di un altro 12%», ha dichiarato Luptak.

La tariffa di gestione della rete, circa il 5% del costo totale, è quella che ha influenzato maggiormente l’aumento dei prezzi per i consumatori finali, e comprende, tra l’altro, contributi per sostenere il riacquisto agevolato dell’energia prodotta da fonti rinnovabili come il fotovoltaico e la cogenerazione (KVET), ed un sostegno all’estrazione del carbone locale.

Tutte le altre componenti del prezzo finale, stando all’Autorità di Regolamentazione, sono state stabilizzate e URSO rivendica addirittura un calo di alcuni dei costi «che sono regolamentati direttamente da noi. Ad esempio il costo medio della fornitura della corrente (che ha un peso del 46% sul prezzo totale) nell’anno prossimo calerà dello 0,13% su base annua, ed i costi di distribuzione dello 0,44% (circa il 32% del costo finale)», ha constatato Luptak. Il costo dell’energia elettrica per le abitazioni era calato, all’inizio del 2010, mediamente del 2,87%, mentre nell’anno precedente era aumentato dello 0,11%.

All’est della Slovacchia i rincari saranno più forti: l’utility Vychodoslovenska Energetika (VSE) ha annunciato un rincaro medio dell’8,25%, giustificandolo con i maggiori contributi al Fondo nucleare nazionale, e anche con l’aumento dell’IVA. «Parte integrante del costo per l’utente finale è il contributo al Fondo nazionale nucleare di 3 euro a megawattora, che significa un aumento del 2,2% circa del costo finale. Inoltre anche l’aumento dell’aliquota IVA dal 19 al 20% influirà per un altro 0,9%», ha dichiarato la portavoce di VSE Andrea Danihelova, proseguendo sulla stessa lunghezza d’onda di URSO, additando le energie rinnovabili come maggiore responsabile dei rincari, e concludendo che «i costi direttamente imputabili a VSE sono calati, scongiurando rincari persino maggiori».

Il quotidiano Pravda di oggi nota però che questo aumento segue altri aumenti per le famiglie, quali gas, acqua e riscaldamento. Pravda ricorda che in origine non era previsto che le bollette dell’energia elettrica dovessero aumentare.

(Fonte webnoviny)

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